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Nell'estate del '44 è in atto la lotta per la salvezza del grano; sempre tramite le cronache e le interviste, è noto che i partigiani non volevano che si trebbiasse il grano, perchè poi veniva trasferito in Germania, per cui anche i contadini di Bagnile di si arrangiavano come potevano, battendo sull'aia i covoni con le "zerce", che erano i due bastoni legati, rimediando il grano per le famiglie. La trebbiatura quindi avveniva sotto il controllo partigiano, e quando i tedeschi o i fascisti tentavano di battere il grano, immediato era l'intervento dei gappisiti che provvedevano, con il lancio di bottiglie incendiarie a bruciare rendondo inutilizabili le macchine trebbiatrici. A causa della difficoltà dello sfruttamento delle risorse delle campagne e a causa della presenza del movimento partigiano nelle campagne che rendeva insicura l'operazione nazifascista nelle retrofronte, nell'estate del '44 si scatenano ancora repressioni violente. Secondo una cronaca, il 9 luglio a Bagnile avvenne uno scontro a fuoco tra i gappisti e una pattuglia fascista, di cui due rimasero uccisi e cinque feriti; il 20 luglio a sempre Bagnile vengono impiccati 4 patriotti; dall'intervista al partigiano Ferdinando Della Strada si ricava che a Pontecucco fu catturato un ufficiale della Marina tedesca, e che disarmato e preso ciò che aveva (zucchero, sale e sigarette) non fu ucciso, ma il 25 luglio in un rastrellamento avvenuto da parte dei tedeschi come rappresaglia, vennero catturate quattro persone che non c'entravano niente con la Resistenza, e due vennero impiccate lungo la strada tra Bagnile e S.Martino in Fiume (pare Virgilio Seni e Agostino Latini non del luogo), e due al Botteghino; il 26 luglio, presso una casa contadina di Bagnile, fu scorto un giovane che balzava dalla finestra per scappare tra i campi, preso di mira dai militi fascisti venne ucciso. Era un giovane Cecchini di Bulgaria, renitente alla leva e rifugiato dai parenti; il 29 luglio, in transito da Bagnile due tedeschi, pretesero una bicicletta da un vecchio contadino, che forse negata, subito lo uccisero, e da altra notizia, un partigiano uccise il tedesco assassino, e ferì l'altro; il 13 agosto a Gattolino vengono uccisi due renitenti, Medri Renato e Tarquini Primo; il 22 agosto in un agguato fascista presso S.Giorgio vengono uccisi 2 dirigenti comunisti della Resistenza, Ernesto Barbieri e Colombo Barducci, mentre Urbano Fusconi catturato e torturato venne poi ucciso con altri partigiani il 5 settembre presso la Rocca Malatestiana. Pare che il primo bombardamento aereo si è registrato a S.Giorgio il 13 maggio del 1944 (?) senza però produrre gravi danni. Il 19 ottobre, al momento del ritiro delle retroguardie tedesche, vengono minate e distrutte l'antica torre Malatestiana di S.Giorgio e il campanile che saltando in aria, andò a distruggere anche la chiesa e la canonica (Ricordo di Don Augusto Vaienti). Il 20 ottobre del 1944 le truppe canadesi ed i mezzi corazzati alleati accompagnati dalla 29a Brigata entrarono definitivamente in Cesena liberandola. Nei bombardamenti degli ultimi tempi, a Bagnile andò distrutto il campanile con danni alla chiesa, di certo danneggiate non poche case. Si ritiene che gli Alleati giunsero a Bagnile dopo la liberazione di Cesena mentre i partgiani della zona di S.Giorgio erano rifugiati in un nascondiglio presso il Savio.
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