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CHI NON HA MEMORIA NON HA FUTURO

COMUNISTI A CESENA

Tutto il male avevamo di fronte, tutto il bene avevamo nel cuore.
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Elenco dei caduti delle formazioni partigiane
8° Brigata Garibaldi - 29° Brigata G.A.P. "Gastone Sozzi" - Brigata S.A.P. - Battaglione Corbari
 
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Agostini Odoardo
Di Guglielmo, nato a Civitella di Romagna, il 10 marzo 1924, ivi residente, terzo di sei figli.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 3 marzo al 15 aprile 1944.
Caduto durante il Grande rastrellamento d'aprile. L'atto di notorietà redatto in data 23 aprile 1946, presso il Comune di Forlimpopoli, attesta essere "morto in uno scontro coi nazi-fascisti il giorno 15 aprile 1944 in località la Scossa di San Paolo in Alpe".

Alboni Arnaldo
Di Enrico. Nato a Forlì l'8 ottobre 1911, residente a Ravenna, manovale, coniugato e padre di due figli.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 1 giugno al 20 settembre 1944.
Il 10 ottobre 1947 l'ufficio stralcio della 29° brigata stilava il verbale di irreperibilità: "Durante uno scontro avvenuto in località Forlì contro forze nazi-fasciste il 20 settembre 1944 scomparve senza dare più notizie e non fu possibile identificarne la salma"
Aldini Aldo Di Ettore. Nato a Ravenna il 16 gennaio 1922, ivi residente, muratore, coniugato e padre di un figlio.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dall'11 febbraio al 15 aprile 1944.
Catturato nel corso del rastrellamento d'aprile, (nei documenti non vi sono tracce del luogo dove fu detenuto né del trattamento riservatogli) venne fucilato al Campo d'aviazione di Forlì, unitamente ad altre 29 persone, il 5 settembre 1944.

Alemanni Cesare
Nato ad Alice Bel Colle (Al), 3 giugno 1944, residente a Moncalieri.
Non riconosciuto partigiano probabilmente per mancanza di documentazione. Al comune di Alice Bel Colle risulta trasferito a Moncalieri, il Comune di Moncalieri lo ha tra i propri iscritti ma non ha documenti.
Venne fucilato dai fascisti a Ponte Messa, di Casteldelci, assieme ad altri 7 partigiani, il 7 aprile 1944

Alessandrini Alessandro Fu Giacomo.
Nato a Pieve di Rivoschio il 29 marzo 1880, ivi residente, colono, coniugato e padre di due figli.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 16 settembre 1943 al 21 agosto 1944.
L'atto di notorietà, redatto il 3 maggio 1946 a Sarsina, attesta essere "deceduto il 21 agosto 1944 in seguito a fucilazione da parte dei nazi-fascisti per rappresaglia durante un rastrellamento".
La mattina del 20 agosto fu prelevato da Pieve di Rivoschio da un reparto tedesco, portato sino alla Fornace di Meldola e rinchiuso in un locale assieme ad oltre 180 rastrellati. Il giorno dopo, selezionato perché abitante di Pieve di Rivoschio, fu costretto a scavarsi la fossa, e fucilato, per rappresaglia, assieme ad altre 17 persone.

Alessandrini Gino Di Giovanni.
Nato a Casteldelci il 6 giugno 1909, agricoltore, coniugato e padre di 3 figli, residente a Tavolicci
Riconosciuto partigiano con ciclo operativo dal 22 aprile al 21 luglio 1944.
Dopo aver assistito alla strage dei propri congiunti, delle donne e dei bambini di Tavolicci, fu trascinato in località Campo del Fabbro e qui fucilato dai fascisti, assieme ad altri nove capifamiglia di Tavolicci.

Alfezzi Pietro Di Giovanni.
Nato a Predappio il 29 giugno 1904, residente a Forlì, coniugato e padre di un figlio.
Riconosciuto partigiano dell'8 brigata con ciclo operativo dall'11 febbraio al 5 settembre 1944.
Impegnato nel servizio logistico dell'8° brigata Garibaldi, per la raccolta e l'invio di armi e materiali, fu scoperto e arrestato il 7 luglio 1944. Non si conoscono il luogo della detenzione e il trattamento riservatogli. Il 5 settembre 1944 veniva fucilato al Campo d'aviazione di Forlì assieme ad altre 29 persone.

Alocchi Maria Fu Francesco,
nata a Pieve di Rivoschio il 21 febbraio 1898, e ivi residente, madre di tre figli
Riconosciuta partigiana dell'8° brigata con ciclo operativo dal 10 giugno al 23 ottobre 1944.
Staffetta. Il 23 settembre 1944 restava uccisa in un mitragliamento aereo su Rivoschio.

Alpi Martino Fu Pietro.
Nato a Marradi l'11 novembre 1924; residente a Marradi frazione di Crespino del Lamone.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 10 febbraio al 30 novembre 1944.
Scomparso durante il Grande rastrellamento d'aprile. Il 10 ottobre 1947 veniva redatto verbale di irreperibilità: "In seguito al combattimento del 14 aprile 1944 sul monte Falterona scomparve e non si seppe più nulla di lui e non fu possibile identificarne la salma"

Amadori Edelwais Di Cesare.
Nato a Forlì il 6 novembre 1919, ivi residente, primo di tre fratelli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 15 maggio al 19 ottobre 1944.
Apparteneva al servizio informazioni. "Incaricato di passare le linee nemiche per informazioni di carattere militare rimase colpito da una granata" a Piavola di Borello. Un'autoambulanza militare alleata lo condusse all'ospedale di Riccione dove decedeva il 30 ottobre 1944.

Amati Primo Fu Raffaele.  
Nato a Rimini il 17 ottobre 1894, artigiano, coniugato.
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dal 1 gennaio al 12 settembre 1944.
Ucciso da una scheggia di granata il 12 settembre 1944, a Viserbella di Rimini, durante un'azione di collegamento.

Ancillotti Sirio Di Paolo.
Nato a Marradi il 3 marzo 1918, residente a Fognano, coniugato, padre di una figlia.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dall'8 gennaio al 20 aprile 1944.
Durante il Grande rastrellamento d'aprile si ammalava di pleurite con successiva bronchialite. Nono riuscì a riprendersi e il 6 ottobre 1944 decedeva.

Angelini Adelmo Di Ferdinando,
nato a Ravenna il 20 novembre 1914; residente a Villafranca di Forlì, operaio, coniugato e padre di tre figli.
Riconosciuto partigiano della 29 gap di Forlì con ciclo operativo dal 3 marzo al 10 ottobre 1944.
Il 16 settembre 1944 fu arrestato dalle SS ed inviato alla volta della Germania. A Bologna riuscì a fuggire. Nel tentativo di rientrare a Forlì, fu nuovamente arrestato dalle SS e tradotto nella caserma dei carabinieri di Villafranca. Di lui non si ebbero notizie sino al 10 settembre 1945, quando i miseri resti del suo corpo furono ritrovati in un podere di Villafranca.

Antonelli Vladimiro Di Raffaele.
Nato a San Mauro Pascoli il 22 settembre 1924, ivi residente, ebanista, secondogenito, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 2 febbraio 1944 al 26 settembre 1944.
Inquadrato nel distaccamento A, del battaglione di Cesena della 29° brigata gap, la scheda biografica reca: "Mentre trasportava armi veniva catturato e fucilato il 26/9/1944".

Arcangeli Adamo Di Guido.
Nato a Cesenatico il 18 febbraio 1920, ivi residente, coniugato.
Riconosciuto partigiano della 29 brigata gap con ciclo operativo dal 1 aprile 1944 al 3 settembre 1944.
Arrestato perché renitente alla leva, fu fucilato dai fascisti nel sferisterio della Rocca malatestiana di Cesena, per rappresaglia, assieme ad altri 7 partigiani, il 3 settembre 1944.

Arienti Gino Di Aristide.
Nato a Cesena il 23 aprile 1924, residente in frazione Martorano, settimo di otto figli, nubile.
Riconosciuto partigiano dell' 8° brigata con ciclo operativo dall'8 marzo al 17 aprile 1944.
Venne fucilato dai fascisti a Ponte Messa, di Casteldelci, assieme ad altri 7 partigiani, il 7 aprile 1944.

Asioli Armando Di Cesare.
Nato a Forlì il 9 dicembre 1906, ivi residente, operaio, coniugato e padre di un figlio.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 12 ottobre 1943 al 7 maggio 1944.
Attivamente ricercato perché ritenuto organizzatore degli scioperi operai del febbraio - marzo e dell'attentato contro la caserma Caterina Sforza di Forlì, il 7 maggio 1944, a seguito di una delazione, veniva sorpreso nei pressi della sua abitazione di Villanova e ucciso da un milite della gnr.

Auria Salvatore Di Benedetto.
Nato a Sommatino, il 18 ottobre 1916 ivi residente, falegname.
Riconosciuto partigiano della 8° Brigata Garibaldi con ciclo operativo dal 10 settembre 1943 al 17 aprile 1944.
Liberato dal confino di polizia il 14 agosto 1943, essendogli impossibile rientrare al paese di residenza, si portò a Forlì presso il compagno di confino Agostino Buda di Gambettola.. A fine settembre fu incaricato dal Comitato militare romagnolo di formare il primo gruppo partigiano della zona cesenate a Pieve di Rivoschio, di cui, nel mese di novembre assunse il comando. Successivamente fu commissario politico. Cadde a Strabatenza il 14 aprile 1944, durante il Grande rastrellamento d'aprile
Medaglia d'argento al VM

Babini don Francesco Di Angelo,
nato a Verghereto il 20 novembre 1914, sacerdote.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 15 aprile al 7 agosto 1944.
Parroco di Donicilio (Verghereto), fu arrestato il 14 luglio 1944 assieme al suo giovane colono Riziero Bartolini, per aver nascosto nella canonica un giovane renitente di leva e un aviere sudafricano. Tradotto nelle carceri di Forlì a disposizione delle SS tedesche, il 26 luglio, in seguito all'uccisione di un soldato tedesco, fu prelevato dalle carceri, condotto a Pievequinta e qui fucilato per rappresaglia assieme al giovane Bartolini e altre 8 persone.

Bagaglia Alceo Fu Getulio.
Nato a Mercato Saraceno il 13 agosto 1907, ivi residente, colono, coniugato, padre di due figli.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 15 maggio al 12 settembre 1944.
Il 12 settembre 1944, in servizio di portaordini, in località Muselle di Mercato Saraceno, moriva colpito da una granata.

Bagnoli Rino Di Domenico.
Nato a Cesena il 17 maggio 1925, residente in frazione Pievesestina, apprendista falegname, primo di cinque figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata, con ciclo operativo dal 9 marzo al 17 aprile 1944.
Caduto durante il Grande rastrellamento d'aprile. Il 17 aprile 1944 veniva catturato nella Valle dell'Oia. Nella notte venne fucilato al cimitero di Stia assieme ad altri 16 partigiani.

Bagnolini Guido Di Luigi.
Nato a Cesena il 31 gennaio 1923, ivi residente, primo di quattro fratelli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 marzo al 20 ottobre 1944.
Catturato dai fascisti a Cesena il 14 settembre 1944, tradotto a Forlì assieme a Gherardi Amleto e Mario Tomasini da allora non si sono avute più sue notizie.

Baldassarri Lorenzo Di Mario.
Nato a Tredozio il 1 gennaio 1918, residente a Galeata, Sambusseto di Sotto, San Zeno, colono, terzo di quattro figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 4 maggio al 22 ottobre 1944.
Catturato il 20 ottobre, dai tedeschi, nei pressi della sua abitazione, il 23 ottobre veniva fucilato nei pressi di Rocca San Casciano.

Baldini Adolfo Di Armando.
Nato a S. Agata il 19 marzo 1923, residente a Massa Lombarda, colono, primo di tre figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 1 febbraio al 12 maggio 1944.
Caduto durante il Grande rastrellamento d'aprile. Rifugiatosi in una capanna nei pressi di Santa Sofia per sfuggire ai rastrellamenti, il 12 maggio, una delazione consentì ai fascisti di catturarlo e fucilarlo.

Baldoni Bruno
Di Pietro Natale. Nato a Cesena il 14 settembre 1916, ivi residente, falegname, coniugato, padre di due figli.
Partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 gennaio al 17 ottobre 1944.
La sua scheda biografica reca "Deceduto il 17-10-44 in seguito allo scoppio di una granata mentre era in servizio"

Balekta Otto
Residente a Vienna.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 4 novembre 1943 al 5 novembre 1944.
Componente di una pattuglia partigiana, di guida a soldati alleati, il 5 novembre 1944, a San Lorenzo di Meldola, si scontrava con truppe tedesche e rimaneva ucciso.

Balestra Renzo
Fu Luigi. Nato a Cesena il 2 novembre 1922, manovale, ivi residente, celibe.
Riconosciuto partigiano dell' 8° brigata con ciclo operativo dall' 8 marzo al 17 aprile 1944.
Il 7 aprile 1944 fu catturato dai tedeschi nell'infermeria partigiana delle Capanne, condotto sino a Ponte Messa di Casteldelci venne consegnato ai fascisti che lo fucilarono assieme ad altri 7 partigiani.

Balzani Mario Di Giovanni.
Nato a Santa Sofia il 16 maggio 1921, residente a Casetto Arpineto del comune di Galeata.
Riconosciuto partigiano dell' 8° brigata con ciclo operativo dal 1 gennaio al 30 aprile 1944.
Catturato nel corso del Grande rastrellamento d'aprile 1944 fu deportato in Germania. Non si sono avute più sue notizie.

Bandini Domenico Di Giuseppe.
Nato a Brisighella il 7 luglio 1912, residente a Modigliana fondo Fondaccio, coniugato, padre di cinque figli.
Riconosciuto partigiano della 29° G.A.P. con ciclo operativo dal 20 aprile 1944 al 23 luglio 1944.
Fucilato, a Monte Paolo di Dovadola, dai tedeschi, per attività partigiane.

Bandini Ledo Di Giuseppe.
Nato a Rimini l' 8 ottobre 1923, residente a Rimini, primo di due figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 15 gennaio 1944 al 30 novembre 1944.
Catturato durante il Grande rastrellamento d'aprile il 1 maggio 1944 unitamente a Walter Ghelfi. Tradotto a Fossoli fu poi inviato in campo di concentramento in Germania dove vi decedeva il 9 febbraio 1945.

Bandini Nello Fu Luigi.
Nato e residente a Brisighella il 20 giugno 1910, bracciante, vedovo, padre di due figli di dieci e nove anni.
Riconosciuto partigiano del battaglione Corbari con ciclo operativo dal 2 febbraio 1944 al 5 aprile 1944.
Fu ferito e catturato il 27 gennaio 1944 in località Molinetto di Tredozio da un reparto tedesco in azione di rastrellamento per "ripulire" la zona di Tredozio. Dopo un periodo trascorso in infermeria fu aggregato ai partigiani catturati a Ca Morelli la settimana precedente - in sostituzione del minorenne Vittorio Piemonti inviato al carcere minorile di Bologna - e con loro condannato a morte dal Tribunale Militare Tedesco. Il 5 aprile 1944, venne fucilato a Verona assieme ad altri sei partigiani.

Baravelli Stefano Di Sante.
Nato il 31 gennaio 1928 a Mercato Saraceno, residente a Linaro, alle Tombette di sopra, secondo di otto figli di una famiglia di coltivatori diretti, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 1 giugno 1944 al 19 agosto 1944.
Caduto durante il Rastrellamento d'agosto. Ferito gravemente in località Canella di mezzo di Linaro, il 19 agosto, da una raffica di mitra sparatagli dai tedeschi in azione di rastrellamento, decedeva il giorno dopo sulla treggia che lo conduceva all'ospedale di Mercato Saraceno.

Barbanti Guido Fu Lazzaro.
Nato a Cesena il 6 aprile 1900 e lì residente, colono possidente, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 maggio 1944 al 29 settembre 1944.
Ucciso il 29 aprile 1944, ad un posto di blocco, nel corso del rastrellamento di Martorano - Bagnile, durante il quale furono uccise altre sette persone. In un documento redatto dal cln di Martorano la sua uccisione fu determinata dalla volontà di rapinarlo delle 40 mila lire che aveva nel portafoglio, più che di punirlo per le sue idee politiche.

Barbieri Ernesto Fu Eugenio.
Nato a Cesena il 26 settembre 1904, residente in frazione San Giorgio, falegname, coniugato e padre di due figli.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 gennaio al 22 agosto 1944.
Dopo l'8 settembre 1943 fu tra gli organizzatori e i dirigenti dei Gap cesenati e presidente del Cln clandestino di Cesena. Attivamente ricercato dai fascisti, il 22 agosto un ex appartenente all'organizzazione conduceva un drappello di fascisti alla casa di Colombo Barducci dove era nascosto. Il loro tentativo di fuga era stroncato dalle raffiche di mitra che uccidevano Barducci e lo ferivano gravemente, un milite a lui legato da rapporti di parentela lo finì con due colpi di rivoltella. Alla memoria è stata conferita la medaglia d'argento al valore militare.

Bardeschi Gustavo Di Angiolo.
Nato a Badia Tedalda (Ar) il 2 aprile 1908, residente a Pratieghi (Ar), agricoltore, coniugato e padre di una figlia.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 3 aprile al 2 luglio 1944.
L'atto di notorietà redatto nel Comune di Badia Tedalda il 29 luglio 1945 attesta: "fu in data 2 Luglio 1944 in località "Serra delle Balze" Comune di Verghereto (Forlì) per opera delle truppe tedesche fucilato per accertata attività e collaborazione con la Brigata Partigiana Garibaldi"

Barducci Colombo Di Agostino.
Nato a Cesena l' 11 settembre 1919, residente in frazione Ronta, colono, coniugato e padre di una figlia.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 gennaio al 22 agosto 1944.
Il 22 agosto 1944 un gruppo di fascisti circondò la sua abitazione perché ritenuta nascondiglio di partigiani. Datosi alla fuga assieme a Ernesto Barbieri da lui ospitato, venne ucciso con raffiche di mitra

Bartoletti Edgardo Fu Lincoln.
Nato a Mercato Saraceno il 23 gennaio 1920, residente a Cesena, barbiere, primo di tre figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 settembre 1943 all'11 aprile 1944.
La scheda biografica reca "In un'azione il giorno 11-4-44 in località Bulgarnò fu preso improvvisamente dei fascisti e fucilato nel posto".

Bartolini Giorgio Fulvio Di Antonio.
Nato a Cesena il 15 novembre 1925, colono, residente a Bagnile, terzo di cinque fratelli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 1 febbraio 1944 al 29 aprile 1944.
Renitente di leva, nascosto in un campo, venne scoperto e fucilato dai fascisti nel corso del Rastrellamento di Martorano - Bagnile del 29 aprile 1944 nel corso del quale vennero uccise altre sette persone.

Bartolini Oliviero Di Federico.
Nato a Sogliano al Rubiconde il 22 marzo 1924, operaio, primo di tre fratelli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 15 marzo 1944 al 18 novembre 1944.
Il 9 ottobre 1944, intento a trasportare, assieme ad altri otto civili di Montepetra, un contadino ferito nel bombardamento aereo effettuato per errore da aerei alleati due giorni prima (con 17 morti: 10 civili e sette militari inglesi), venne ferito da una granata sparata dai tedeschi attestati a Montesasso. Trasportato all'ospedale di Arezzo vi decedeva il 17 novembre 1944.

Bartolini Vittorio Di Antonio.
Nato a Sarsina il 6 agosto 1930, ivi residente, terzo di quattro fratelli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 28 agosto al 28 ottobre 1944.
L'atto di notorietà redatto nel comune di Sarsina in data 22 aprile 1946 attesta: "è deceduto il 26 settembre 1944 in seguito a ferite di schegge di granata tedesca mentre prestava la sua opera, in aiuto alle truppe alleate, nella riattivazione" di un ponte sulla strada per Sarsina per consentire agli alleati di occupare Sarsina.

Bassini Mario Di Francesco.
Nato a Civitella il 15 agosto1906, ivi residente, facchino, coniugato e padre di quattro figli.
Riconosciuto partigiano nella 8° brigata con ciclo operativo dal 20 settembre 1943 al 3 ottobre 1944.
"Aiutò ad organizzare i primi reparti di partigiani, a rifornirli di armi, vettovagliamento, notizie sulle posizioni nemiche."
Alle ore 11 del giorno 3 ottobre 1944, venne arrestato da truppe nazifasciste in azione di rastrellamento a seguito dell'uccisione di due tedeschi, avvenuta tra Seggio e Montevecchio. Alle ore 20, di quello stesso giorno, venne fucilato alle Cave di Seggio con altre cinque persone.

Batarra Enrico Di Domenico (o Angelo).
Nato a Rimini il 21 settembre 1891, ivi residente, falegname, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 1 febbraio 1944 al 24 agosto 1944.
L'atto di notorietà redatto nel Comune di Rimini il 29 maggio 1946 attesta: "appartenente alla 29° Brigata G.A.P. G. Sozzi, distaccamento di Rimini, è stato ucciso dai nazi-fascisti il 24-8-44"

Battelli Tullio Di Sante.
Nato a Cesena l' 11 ottobre 1923, residente in frazione Martorano, colono, terzo di otto figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dall' 8 marzo 1944 al 9 aprile 1944.
Fucilato a Ponte Messa di Casteldelci. L'atto di notorietà redatto nel comune di Cesena il 3 aprile 1948 così attesta le cause della morte: "appartenente 8° Brigata Garibaldi 11° Compagnia, durante un rastrellamento da parte di militari tedeschi e fascisti, svoltosi in località Calanco, Comune di Castel Delcio il giorno 8 aprile 1944, fu fucilato"

Battistini Virginia Fu Cesare.
Nata a Montiano il 7 novembre 1931, ivi residente, casalinga, nubile.
Riconosciuta partigiana della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 2 febbraio all' 8 settembre 1944.
Nonostante la giovanissima età era staffetta partigiana. Dall'atto di notorietà sulla causa di morte redatto nel Comune di Montiano il 25 settembre 1946 apprendiamo che "venne uccisa durante un bombardamento aereo il giorno 25 settembre 1944 alle ore 9, mentre portava, assieme al partigiano Bartoli Eugenio viveri in montagna. Il fatto è accaduto in parrocchia di Montenovo e precisamente in via Castello".

Bazzocchi Solideo Fu Francesco.
Nato a Forlì il 19 ottobre 1925, ivi residente, studente, primo di tre fratelli.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 12 marzo 1944 al 22 giugno 1944.
Il 22 giugno 1944, fermato da un reparto della 2da compagnia della legione "M" guardia del duce del 2° battaglione, in parrocchia San Matteo di Meldola, trovato in possesso di una pistola veniva immediatamente passato per le armi.


Bazzotti Domenico Di Antonio.
Nato a Forlì il 22 settembre 1920, residente a Villafranca, primo di quattro figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dal 1 luglio al 20 settembre 1944.
In missione rimaneva ucciso nel corso del bombardamento aereo di Forlì del 25 agosto 1944.

Becci Lino Di Leone.
Nato a Badia Tedalda (Ar) il 29 settembre 1924, bracciante, secondo di otto figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 14 giugno 1944 al 20 ottobre 1944.
Appartenente al distaccamento di Giorgio Baffè, il 20 ottobre 1944, in località Ciliegiolo del comune di Badia Tedalda, decedeva per lo scoppio di una mina.

Belli Vittorio Di Domenico.
Nato a Cesena il 21 maggio 1927, ivi residente, colono, quarto di cinque figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 10 giugno 1944 al 13 ottobre 1944.
"Deceduto 13 ottobre 1944 in seguito a ferite riportate dallo scoppio di granata nemica durante l'espletamento di una missione di guerra".

Benassi Primo Di Jago.
Nato a Reggio Emilia il 4 settembre 1925, residente a Rimini, figlio unico, fattorino, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dall' 8 settembre 1943 al 16 aprile 1944.
Partigiano nella zona ravennate, poi dell'8° brigata col grado di commissario politico, durante il grande rastrellamento d'aprile, il giorno 16, venne catturato e fucilato dai tedeschi in località Valdonetto.

Benelli Lucia Di Raffaele.
Nata a Forlì l'11 gennaio 1921, residente in frazione Roncadello, prima di quattro figli, nubile.
Riconosciuta partigiana della brigata sap con ciclo operativo dal 2 aprile al 28 ottobre 1944.
Il 28 ottobre 1944, in servizio di staffetta a Forlì, veniva colpita e uccisa da una scheggia di granata

Benini Mario Secondo Di Sante.
Nato a Cesena il 30 aprile 1924, ivi residente, operaio edile, secondo di tre figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 gennaio 1944 al 21 ottobre 1944.
Il 21 ottobre 1944, a Cesena, rimaneva ucciso dallo scoppio di una granata.

Benini Francesco Ivo Di Ottavio.
Nato a Mercato Saraceno il 23 ottobre 1927, residente in frazione Bora, primo di tre fratelli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell 8° brigata con ciclo operativo dal 16 agosto 1944 al 16 ottobre 1944.
Il 16 ottobre 1944, di ritorno con Natale Canali, dall'accompagnamento di una pattuglia militare alleata, venne individuato dai tedeschi in località Raggio e abbattuto con una raffica di mitra.

Benini Luigi Di Aristide.
Nato a Cesena il 15 dicembre 1916, ivi residente, colono, secondo di otto figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 14 maggio al 19 ottobre 1944.
Deceduto il 19 ottobre 1944 per azione di guerra.

Benzoni Antonio Fu Domenico.
Nato a Forlì il 23 luglio 1888, ivi residente, impiegato delle ferrovie dello stato, coniugato e padre di due figli.
Partigiano nella 29° G.A.P. con ciclo operativo dall' 11 febbraio 1944 al 14 agosto1944.
Fucilato il 14 agosto 1944 nel Cimitero di Castrocaro, assieme al marchese Gian Raniero Paolucci de Calboli e tre militi della gnr accusati di collaborare con i partigiani. Ai loro corpi si aggiunse quello di Umberto Mercuri precipitato, il giorno precedente, dalla finestra del palazzo dov'era interrogato, morendo sul colpo. Per tre giorni i corpi rimasero insepolti.

Beoni Michele Di Luigi.
Nato a Santa Sofia il 26 ottobre 1905, residente a Cusercoli, Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 15 febbraio 1944 al 20 agosto 1944.
Disperso durante il Rastrellamento d'agosto. Il 10 ottobre 1947 venne redatto verbale di irreperibilità: "Catturato durante il rastrellamento di Pieve di Rivoschio il 20 agosto 1944 da reparti tedeschi e da quel giorno non si seppe più nulla"

Berlini Mario Di Leopoldo.
Nato il 30 ottobre 1924 a Cesena, ivi residente, coltivatore diretto, primo di quattro figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dall' 8 marzo al 9 aprile 1944.
Il 17 aprile 1944, nel corso del Grande rastrellamento d'aprile, veniva catturato nella valle dell'Oia. Fu poi condotto con altri 16 partigiani nei pressi del cimitero di Stia e con loro fucilato.

Bernabini Gino Di Stefano.
Nato a Gatteo il 9 marzo 1925, residente a Cesena frazione Calisese, colono, secondo di cinque figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 1 gennaio all'11 maggio 1944.
Fu fucilato l'11 maggio 1944 in località Case Missiroli per attività partigiane.

Bertaccini Battista Di Domenico. 
Nato a Teodorano il 16 febbraio 1901, residente nella frazione Sant'Andrea di Forlimpopoli, operaio, coniugato e padre di due figli.
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dal 1 giugno al 20 ottobre 1944.
Con Renato Fabbri, Antonio Greggi, Rino e Adriana Ragazzini (padre e figlia) componeva la squadra sap della frazione Sant'Andrea di Forlimpopoli che operò per lo smistamento di armi e stampa alle brigate gap e 8° e si distinse in azioni di disarmo di militi e in attentati a strutture logistiche tedesche. Il 21 ottobre 1944, un aereo alleato bombardava per errore la sua abitazione dove l'intera squadra era riunita, distruggendo l'abitazione e uccidendo tutti gli occupanti.

Bertaccini Edo Di Aldo.
Nato a Forlì il 12 gennaio 1924, residente a Forlì in frazione Coriano, primo di tre figli di una famiglia di coltivatori diretti, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dall' 8 settembre 1943 al 12 luglio 1944.
Partecipò alla costruzione della formazione partigiana di montagna assumendo lo pseudonimo di Fulmine, sin dall'ottobre del 1943. Divenne comandante della 7° compagnia. Durante il Grande rastrellamento d' aprile la sua compagnia si sciolse ed egli raggiunse la pianura. Catturato alla Fratta fu incarcerato a Forlì e poi inviato in campo di concentramento a Carpi, dove il 12 luglio venne fucilato assieme ad altri 67 partigiani.
Decorato di medaglia d'argento al VM.

Bertaccini Giuseppe Fu Giovanni.
Nato a Civitella di Romagna il 31 luglio 1887, residente a Porcentico, comune di Predappio, coniugato e padre di cinque figli.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 10 gennaio 1944 al 23 agosto 1944.
Il 17 agosto una ventina di armati, militi e tedeschi, dopo aver circondato l'abitazione a Porciantico, lo trassero in arresto e lo picchiarono assieme al fratello Angelo affinché rivelassero quanto era di loro conoscenza. Tradotto e imprigionato a Civitella assieme a una trentina di persone, il 23 agosto venne prelevato con altri cinque e fucilato in San Filippo, sulla strada per Collina alla periferia di Civitella.

Berti Antonio Benvenuto Fu Giovanni.
Nato a Galeata l'11 agosto 1893, residente a Santa Sofia in frazione Santa Lucia, bracciante, coniugato e padre di due figlie.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo al 24 ottobre 1943.
L'atto di notorietà redatto nel comune di Santa Sofia in data 24 aprile 1946 così stabilisce le cause della morte, ucciso "il giorno 24 ottobre 1943 in località "podere concia" della parrocchia di S. Lucia del Comune di Santa Sofia - in seguito ad azione di rappresaglia consumata da militari tedeschi per la morte di un loro ufficiale colpito da arma da fuoco da partigiani"

Berti Augusto Fu Ferdinando.
Nato a Rocca San Casciano il 29 agosto del 1925, residente a Modigliana, colono, quarto di sette figli, celibe.
Riconosciuto partigiano del battaglione Corbari con ciclo operativo dal 1 marzo al 12 marzo 1944.
Arrestato il 12 marzo 1944 dai nazifascisti, durante un rastrellamento in località S.Savino. Nei pressi di Forlì, assieme ad altri due rastrellati: Ezio Fiorentini e Domenico Guidi, per sfuggire ai carcerieri tentò di attraversare il fiume Montone in piena. Tutti e tre annegarono.

Bertoni Ives Di Giacomo.
Nato a Cervia il 30 giugno 192, ivi residente, pescatore, coniugato.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 1 ottobre 1943 al 16 aprile 1944.
Assieme ad altri giovani cervesi, nel febbraio marzo del 1944 raggiunse l'8° brigata. Il 17 aprile 1944, nel corso del Grande rastrellamento d'aprile, veniva catturato nella valle dell'Oia. Condotto con altri 16 partigiani nei pressi del cimitero di Stia, fu con loro fucilato.

Bertozzi Domenico Fu Francesco.
Nato a Sorbano il 13 giugno 1881, residente a Pieve di Rivoschio, bracciante, coniugato e padre di due figli.
Riconosciuto partigiano della 8° brgata con ciclo operativo dal 29 novembre 1943 al 21 agosto 1944.
Catturato a Pieve di Rivoschio, nel corso del rastrellamento d'agosto, la mattina del 20, da un reparto tedesco. Portato alla Fornace di Meldola fu rinchiuso in un locale assieme ad oltre 180 rastrellati. Selezionato perché abitante di Pieve di Rivoschio, venne fucilato assieme ad altri 17 nel tardo pomeriggio del giorno 21 agosto per rappresaglia.

Betti Guerrino Di Giuseppe.
Nato a Piandicastello il 27 marzo 1925.
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dal 1 giugno al 22 settembre 1944.
In seguito all'uccisione di un tedesco a Montegrimano, il 1 agosto 1944 fu catturato assieme a Rossigni Lino perché sospettato di essere l'animatore dell'attività partigiana. Deportato in Germania non è più ritornato.

Betti Primo Di Ellero.
Nato a Galeata il 12 maggio 1922, residente a Santa Sofia., aiuto magazziniere, coniugato e padre di un figlio.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 2 febbraio 1944 al 16 aprile 1944.
Durante il Grande rastrellamento d'aprile fu colpito da grave malattia polmonare che lo costrinse a rientrare a casa per curarsi. La sua presenza divenne nota al presidio locale della g.n.r. ed egli venne deportato in Germania. Rientrato in Italia, sempre a causa della sua malattia, venne ricoverato nell'ospedale di Verona. Percosso da un soldato tedesco, il suo già cattivo stato di salute, si aggravò. Dopo il 25 aprile poteva ritornare a Santa Sofia dove si spegneva l'8 luglio 1945.

Bevoni Francesco Fu Battista.
Nato a Voltre il 24 aprile 1879, residente a Pieve di Rivoschio, mezzadro, coniugato, padre di un figlio.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 2 gennaio al 21 agosto 1944.
La mattina del 20 agosto fu prelevato da Pieve di Rivoschio da un reparto tedesco, portato sino alla Fornace di Meldola dove fu rinchiuso in un locale assieme ad oltre 180 rastrellati, selezionato perché abitante di Pieve di Rivoschio, venne fucilato assieme ad altri 17 nel tardo pomeriggio del giorno 21 agosto per rappresaglia.

Bianchi Secondo Di Mario.
Nato a Cesena il 2 novembre 1926, residente in frazione di Pievesistina, colono, secondogenito, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 marzo al 16 ottobre 1944.
Cadeva il 16 ottobre 1944 per lo scoppio di una granata.

Bimbi Frè-Luigi Di Angelo (fratello di Bimbi Sildo).
Nato a Firenze il 1 gennaio 1920, residente a Siena, studente universitario, fratello di Sildo.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 3 marzo 1944 al 12 luglio 1944.
Il giorno 8 luglio 1944 fu catturato dai fascisti in località Ca Marcello e imprigionato alle Balze. Per quattro giorni fu seviziato e condotto in giro, legato con una fune, per la zona del Lamone e Senatello mostrandolo alla popolazione. Il 12 luglio 1944 veniva fucilato nei pressi delle Capanne.

Bimbi Sildo Di Angelo.
Nato a Firenze il 14 aprile 1921, residente a Siena, studente universitario, fratello di Frè Luigi
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 3 marzo1944 al 2 luglio 1944.
IL giorno 8 luglio 1944 fu catturato dai fascisti in località Ca Marcello e imprigionato alle Balze. Per quattro giorni fu seviziato e condotto in giro, legato con una fune, per la zona del Lamone e Senatello mostrandolo alla popolazione. Il 12 luglio 1944 veniva fucilato nei pressi delle Capanne

Biondi Roberto Di Colombo.
Nato in Svizzera il 17 febbraio 1913, meccanico, residente a Cesena, sposato e padre di un figlio.
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dal 25 marzo al 2 ottobre 1944.
Il 2 ottobre 1944 cadeva in Cesena per azione di guerra.

Biondi Urbano Fu Luigi.
Nato a Cesena, il 24 giugno 1897, ivi residente, sposato e padre di tre figli.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 2 febbraio al 5 ottobre 1944.
Cadeva il 3 ottobre 1944 in seguito allo scoppio di una granata

Biondini Antonio
Fu Vincenzo. Nato a Sarsina il 3 agosto 1895, residente a Pieve di Rivoschio, contadino, coniugato e padre di sette figli.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata col ciclo operativo dal 2 gennaio al 20 agosto 1944.
La mattina del 20 agosto, un reparto tedesco lo prelevò da Pieve di Rivoschio assieme ad altri sette concittadini coi quali fu tradotto sino alla Fornace di Meldola e rinchiuso in un locale con altri 180 rastrellati. Il giorno seguente venne prelevato assieme ad altri diciassette, costretto a scavarsi la fossa e quindi fucilato

Biserni Angelo Fu Luigi.
Nato a Civitella di Romagna il 16 ottobre 1893, commerciante, coniugato e padre di 2 figli.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 20 settembre 1943 al 3 ottobre 1944.
Alle ore 11 del giorno 3 ottobre 1944, truppe nazifasciste in azione di rastrellamento seguita all'uccisione di tedeschi, lo catturarono mentre si recava a Seggio per ragioni di lavoro. Alle ore 20, di quello stesso giorno, venne scelto con altri cinque: Mario Bassini, Mario Masini, Lauro e Ubaldo Mengozzi, Igino Versari e fucilati alle Cave di Seggio. Nel cimitero di Montevecchio venivano fucilati fratelli Paolo e Attilio Prati.

Biserni Domenico Fu Vittorio.
Nato a Galeata, il 7 dicembre 1919, ultimo di sei figli, residente a Santa Sofia.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 2 ottobre 1943 al 7 aprile 1944.
Nome di battaglia Harem. Partigiano della 2° compagnia della 1° brigata. Cadde la mattina del 7 aprile 1944 nel corso del combattimento di Calanco nel corso del quale i partigiani inflissero numerose perdite ai tedeschi che, per vendetta, distrussero il vicino abitato di Fragheto.

Bocchini Quinto
Cesena, 23 dicembre 1911, ivi residente, manovale, sposato e padre di due figli.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata con ciclo operativo dal 15 gennaio al 10 ottobre 1944.
L'atto di notorietà redatto nel Comune di Cesena in data 5 marzo 1944 ne attesta la morte a Forlimpopoli il 16 ottobre 1944.

Bonaldo Domenico Tommaso Di Giovanni.
Nato a Cervia il 16 marzo 1924, ivi residente, pescatore, figlio unico.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 1 ottobre 1943 al 17 aprile 1944.
Assieme ad altri giovani cervesi, nel febbraio marzo del 1944 raggiunse l'8° brigata. Il 17 aprile 1944, nel corso del Grande rastrellamento d'aprile, veniva catturato nella valle dell'Oia. Condotto con altri 16 partigiani nei pressi del cimitero di Stia, fu con loro fucilato.

Bonello Lido Fu Calogero. Palermo, 1920.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo al 11 gennaio al 13 marzo 1944.
Detto Ferro. Carabiniere del presidio di Galeata, nel gennaio 1944 si arruolò nella brigata. Assolveva al ruolo di staffetta. Incaricato di portarsi a Firenze, fece tappa alla Consuma dove, due militi della gnr in borghese, carpirono la sua amicizia e lo uccisero.

Boscherini Mario Fu Paolo.
Nato a Santa Sofia l'8 ottobre 1904, ivi residente, macellaio, coniugato e padre di 4 figli.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 4 febbraio 44 al 26 settembre 44
Ucciso da un tedesco, il pomeriggio del 26 settembre 1944 nel corso dell'azione degli antifascisti santasofiesi per sminare il ponte al centro del paese.

Boschi Guido Fu Domenico.
Nato a Teodorano l'11 luglio 1923, residente a Cesena frazione Roversano, falegname, terzo di tre figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 22 marzo al 5 maggio 44.
Ricercato dai fascisti, venne catturato e fucilato il 5 maggio 1944 da militi della GNR.

Bosi Giuseppe Fu Enrico.
Nato a Sarsina il 24 aprile 1880, ivi residente, carrettiere, coniugato e padre di un figlio.
Riconosciuto partigiano dell'dell'8° brigata con ciclo operativo dal 20 maggio al 28 settembre 44.
Ucciso dai tedeschi nel corso della strage di Sarsina il 28 settembre 1944.

Bovisi Domenico
Di Umberto. Nato a Mortano il 2 giugno 1922, residente a Galeata località Bugiana Ca di Marchino, contadino, terzo di sei figli, fratello di Lindo, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 10 ottobre 43 al 7 settembre 44.
Nei pressi di Galeata il 7 settembre 1944 venne sgozzato con la baionetta dai tedeschi, assieme al fratello Lindo e a Francesco Grigione, per avere "commesso atti di sabotaggio contro le forze armate tedesche"

Bovisi Lindo
Di Umberto. Nato a Mortano il 2 dicembre 919, residente a Galeata località Bugiana Ca di Marchino, contadino, secondo di sei figli, fratello di Domenico.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 1 aprile 44 al 7 settembre 44.
Nei pressi di Galeata il 7 settembre 1944 venne sgozzato con la baionetta dai tedeschi, assieme al fratello Domenico e a Francesco Grigione, per avere "commesso atti di sabotaggio contro le forze armate tedesche"

Brandi Pasquino Di Omero.
Nato a Paullo di Casina, residente a Vezzano sul Crostoso, mezzadro, secondo di quattro figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 6 febbraio al 17 aprile 1944.
Durante il Grande rastrellamento d'aprile del 1944 "faceva parte di un distaccamento composto da slavi e russi in servizio di protezione al campo di lancio in località S. Paolo in Alpe poi in seguito al rastrellamento iniziatosi il 12/4/44 non si sono avute più notizie di lui, è considerato disperso"

Bratti Giorgio
Di Mattia. Nato a Cesena il 7 novembre 1924, ivi residente, operaio, figlio unico, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dall'8 marzo al 17 aprile 44.
Nel corso del Grande rastrellamento d'aprile, il giorno 17, veniva catturato nella valle dell'Oia. La notte, con altri 16 partigiani fu fucilato nel cimitero di Stia.

Bravetti Primo Di Alvaro.
Nato a Fiumana il 13 agosto 1921, ivi residente, bracciante, primo di quattro figli, celibe,
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dal 16 dicembre 43 al 1 novembre '44.
Caduto il 1 novembre 1944 in combattimento a Fiumana.

Brighi Alberto
Di Arturo. Nato a Verucchio il 10 giugno 1924, residente a Verucchio, insegnante, secondo di tre figli, celibe.
Partigiano della brigata sap con ciclo operativo dal 15 marzo al 20 ottobre 44.
Inviato dal cln clandestino di Verucchio a San Marino per indicare alle truppe alleate le vie meno battute dai tedeschi ed accelerare le operazioni belliche, il 19 settembre 1944 veniva ferito da una scheggia di granata e ricoverato all'ospedale di San Marino dove decedeva il 25 dello stesso mese.

Brigliadori Pietro Di Luigi.
Nato a Borghi il 26 gennaio 1926, ivi residente, falegname, figlio unico, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 10 aprile al 18 settembre 44.
Partigiano del reparto di Santarcangelo settore Stradone, il 18 settembre 1944 decedeva vittima di un bombardamento aereo mentre era in servizio di staffetta.

Brunelli Aldo
Di Claudio. Nato a Cesena il 14 marzo 1918 , ivi residente, coniugato e padre di un figlio.
Partigiano della 29° gap.
Il 18 ottobre 1944 rimaneva vittima dello scoppio di una granata caduta nella corsia dell'ospedale civile di Ruffio dove era ricoverato per precedenti ferite da schegge di granata.

Bruscoli don Vincenzo
Di Bruscoli Azilda. Nato a Pesaro il 7 novembre 1891, residente a Collina di Civitella di Romagna, parroco di Collina.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 18 dicembre 43 al 17 ottobre 44.
Per la sua collaborazione coi partigiani, venne fucilato per rappresaglia a Collina di Civitella il 17 ottobre 1944, da militari tedeschi.

Bucci Raffaello
Di Ermanno. Nato a Montecolombo il 23 agosto 1897, residente a Morciano di Romagna, ragioniere, coniugato.
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dal 1 novembre 43 all'8 luglio 1944.
Partigiano del gruppo guidato dal colonnello Innocenzo Monti, l'8 luglio 1944 in missione a Morciano di Romagna per ritirare fondi e acquistare armi rimaneva vittima di un bombardamento aereo.

Bulgarelli Ernesto
Fu Pellegrino. Nato a Bertinoro il 24 novembre 1897, residente a Settecrociari di Cesena, coniugato e padre di quattro figli.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 12 marzo al 20 ottobre 44.
La scheda biografica porta "In data 10-8-1944 veniva arrestato dai tedeschi, in località Settecrociari di Cesena più non si è avute notizie di lui, si dichiara disperso".

Bulgarelli Guido Egisto
Fu Paolo. Nato a Bertinoro il 1 gennaio 1923, residente a Cesena, colono, secondogenito, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 28 febbraio al 17 aprile 44.
Partigiano della 2° compagnia della 1° brigata. La mattina del 7 aprile 1944 era di stanza a Calanco, vicino a Fragheto. Assieme ai partigiani di cinque compagnie della 1° brigata prese posizione sul crinale. Morì durante il combattimento che ne seguì.

Buranti Antonio
Di Eugenio. Nato a Bertinoro il19 luglio 1916, ivi residente, coniugato e padre di un figlio.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 11 febbraio al 14 agosto 1944.
Caduto in combattimento a Monte Mercurio di Pieve di Rivoschio il 20 agosto 1944.

Buscherini Angelo
Fu Giuseppe. Nato a Civorio di Civitella il 2 settembre 1891, ivi residente, colono, secondo di quattro figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 12 dicembre 43 al 17 ottobre 44.
L'atto di notorietà redatto nel Comune di Civitella il 27 aprile 1946 così indica le cause della morte: in seguito a rastrellamento effettuato dai tedeschi in frazione di Civorio veniva prelevato dalla sua abitazione e fucilato dagli stessi il giorno 17/10/1944".

Buscherini Guido
Fu Adamo. Nato a Santa Sofia il 17 luglio 1920, ivi residente, bracciante, terzo di sette fratelli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 17 gennaio 44 al 5 febbraio 44.
Chiamato alle armi nel 1940 aveva prestato servizio in Jugoslavia e poi in Russia, sul fronte del Don, col 6° reggimento bersaglieri. Colpito da dissenteria era stato rimpatriato. L'8 settembre 1943 si trovava nell'ospedale militare di Chioggia. Rientrato a Santa Sofia, col nome di battaglia di "Stoppa"per il colore dei capelli, si arruolò nel distaccamento partigiano come mitragliere. Nel tardo pomeriggio del 5 febbraio 1944 durante l'attacco alla caserma della gnr di Premilcuore rimase gravemente ferito, morì nel corso della notte.

Buscherini Tommaso Di Olimpio.
Nato a Galeata, il 22 settembre 1899, ivi residente, commerciante, coniugato.
Riconosciuto partigiano dell 8° brigata con ciclo operativo dal 10 ottobre 943 al 30 aprile 1944.
Componente del cln di Galeata; il 19 ottobre 1944 alla guida di una pattuglia polacca, sul Monte Cento Forche, restava ucciso nel corso dei combattimenti.

Calbi Umano Di Alfredo.
Nato a Santa Sofia il 10 gennaio 1922, ivi residente, insegnante elementare, secondo di tre figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 2 ottobre 1943 al 16 settembre 1944
Sin dal novembre 1943 sostenne la formazione partigiana stornando dall'ufficio addetto all'alimentazione, presso il quale era impiegato, quantitativi di grano che forniva al locale cln. La sua attività non passò inosservata e venne arrestato per qualche tempo. Quando lo rimisero in libertà si arruolò nell'8° brigata e venne inquadrato nella 3 compagnia di stanza a Casanova dell'Alpe. Durante il rastrellamento di aprile si ammalò e ritornò alla propria abitazione per curarsi. La sua presenza non passò inosservata e la gnr riuscì a catturalo. Tradotto al carcere di Forlì fu sottoposto a sevizie che ne minarono definitivamente la salute. Liberato ai primi di settembre, rientrò a Santa Sofia dove decedeva il giorno 16.

Calboli Ezio Di Adolfo.
Nato a Bertinoro il 5 maggio 1910, ivi residente, bracciante, coniugato e padre di una figlia.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 novembre 1943 al 1 maggio 1944.
Fucilato dai fascisti della guardia del duce, all'ingresso di Bertinoro, per rappresaglia, il 1 maggio 1944, unitamente ad altri 4 antifascisti.


Calboli Giacomo Di Pietro.
Nato a Bertinoro il 20 marzo 1916, ivi residente, sottotenente dell'esercito, coniugato e padre di una figlia.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 8 settembre 1943 al 1 maggio 1944.
Fucilato dai fascisti della guardia del duce, all'ingresso di Bertinoro, per rappresaglia, il 1 maggio 1944, unitamente ad altri 4 antifascisti.

Calderoni Amos Di Luigi.
Nato ad Alfonsine il 16 febbraio 1925, secondo di tre figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 11 gennaio al 11 aprile 1944.
Comandante della 12° compagnia, (commissario politico Terzo Lori), cadde nella battaglia di Biserno, unitamente a gran parte degli uomini della 1° squadra, per consentire lo sganciamento della brigata attaccata da ingenti forze tedesche che davano inizio al Grande rastrellamento d'aprile.

Callegati Giuseppe Fu Pietro,
Nato a Forlì il 12 giugno del 1924, residente a Terra del Sole, garzone agricolo, celibe.
Riconosciuto partigiano del battaglione Corbari con ciclo operativo dal 26 novembre 1943 al 20 gennaio 1944.
Catturato a Ca Morelli di Tredozio il 20 gennaio 1944. Fucilato a Verona il 5 aprile 1944.

Camillini Domenico Di Pasquale.
Nato a Bagno di Romagna il 24 luglio 1921, ivi residente in frazione Monteguidi, colono, primo di quattro figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 11 febbraio al 12 aprile 1944.
Inquadrato nella 12° compagnia, la mattina del 12 aprile 1944 si schierò sul crinale di Biserno vicino alla "croce" a 670 mt di quota, per contrastare i tedeschi che dalla strada bidentina intendevano conquistare i crinali dove erano attestati i partigiani. Cadeva nel corso della battaglia, la più importante del Grande rastrellamento d'aprile.

Caminati Giuseppina Di Giacomo.
Nata a Verghereto il 23 luglio 1906, ivi residente in frazione di Tavolicci, coniugata con Sartini Domenico e madre di cinque figli tutti periti nel corso della strage di Tavolicci.
Riconosciuta partigiana dell'8° brigata con ciclo operativo dal 28 marzo al 22 luglio 1944.
Uccisa con l'intera famiglia nel corso della strage di Tavolicci del 22 luglio 1944.

Campana Pio Fu Baldassarre.
Nato a Cesena il 15 luglio 1899, ivi residente, manovale, coniugato.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 28 febbraio al all'8 aprile 1944.
Caduto durante il Grande rastrellamento d'aprile, nel combattimento del Passo della Calla, sostenuto dai partigiani nel tentativo di rientrare in Romagna e sottrarsi all'accerchiamento.
Decorato di medaglia d'argento al VM.

Camprincoli Luigi Di Primo.
Nato a Civitella il 18 ottobre 1925, ivi residente, falegname
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 13 marzo al 14 aprile 1944.
Caduto il 16 aprile 1944 a Ridracoli, nel corso del Grande rastrellamento d'aprile.

Canali Natale Di Leopoldo.
Nato a Mercato Saraceno il 1 aprile 1913, ivi residente, operaio, sposato e padre di un figlio.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 16 agosto al 16 ottobre 1944.
Il 16 ottobre 1944, con Francesco Benini, guidò una pattuglia alleata, notato dai tedeschi, al ritorno fu abbattuto dai tedeschi con una raffica in località Raggio.

Cangini Filomena Fu Giovanni.
Nata a Mortano il 3 gennaio 1903, residente a Civitella, casalinga, madre di sette figli.
Riconosciuta partigiana dell'8° brigata con ciclo operativo dal 12 dicembre 1943 al 19 agosto 1944.
Caduta nel corso del Rastrellamento d'agosto. L'atto di notorietà redatto nel comune di Civitella in data 27 aprile 1946 per l'accertamento delle cause della morte porta: "truppe tedesche di passaggio dalla frazione Seguno nel giorno 19 agosto 1944 la uccisero con moschetto nei pressi della sua abitazione"

Cangini Giovanni Di Ferruccio.
Nato a Civitella (Cusercoli) il 7 agosto 1904, ivi residente, bracciante, sposato e padre di due figli.
Riconosciuto partigiano dell'8° con ciclo operativo dal 6 ottobre 1943 al 21 agosto 1944.
Catturato a Cusercoli il 20 gosto 1944 nel corso del Rastrellamento d'agosto tedesco, venne fucilato alla fornace di Meldola il 21 agosto 1944.

Cantarelli Domenico Fu Gaspare.
Nato a Pieve di Rivoschio il 13 luglio 1905, ivi residente, cono, coniugato e padre di cinque figli.
Riconosciuto partigiano dell'8° con ciclo operativo dal 16 novembre 1943 al 16 ottobre 1944.
Il 10 ottobre 1944, intento a lavorare il podere, veniva fucilato da soldati tedeschi in ritirata.

Cantarelli Giovanni Di Macario.
Nato a Mortano il 4 marzo 1899, residente a Seguno, bracciante, coniugato e padre di quattro figli.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 18 dicembre 1943 al 4 ottobre 1944.
L'atto di notorietà redatto il 27 aprile 1946 nel comune di Civitella di Romagna porta: "nel giorno 4 ottobre 1944 in frazione Seguno per rappresaglia veniva fucilato da truppe tedesche"

Capacci Renato Di Sante.
Nato a Bertinoro il 21 febbraio 1922, residente a Carpinello di Forlì, mezzadro, terzo di quattro fratelli.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 15 settembre 1943 al 13 aprile 1944.
Fucilato al poligono di tiro di Bologna il 4 aprile 1944.

Cappelli Mario Di Enrico.
Nato a Rimini, 21 aprile 1921, ivi residente, studente, secondo di tre figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 11 novembre 1943 al 16 agosto 1944.
Apparteneva al 2° distaccamento del battaglione di Rimini della briagata gap. Il 14 agosto 1944 fu arrestato assieme a Luigi Nicolò e Adelio Pagliarani con l'accusa di avere sabotato una trebbiatrice. Sottoposto a sevizie e torture il 16 agosto venne impiccato a Rimini nella centralissima piazza Giulio Cesare, oggi Tre martiri.

Carini Antonio
Nato a San Nazzaro d'Ongina (piacenza) il 7 settembre 1912, operaio.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 10 settembre 1943 al 30 marzo 1944.
Combattente a difesa della repubblica spagnola, confinato politico. Liberato nell'agosto 1943, dopo l'8 settembre venne chiamato a far parte del Comando delle brigate Garibaldi che si andavano formando, e inviato in Romagna per assumere il Comando delle formazioni partigiane. Alternava la propria presenza tra la pianura e la montagna. Nel ritornare a Forlì, dopo un periodo trascorso al comando delle formazioni della montagna, il 9 marzo 1944 fu catturato mentre si aggingeva ad attraversare i fiume Ronco nei pressi di Teodorano di Meldola. Tradotto alla Rocca delle Caminate fu sottoposto a tortura. Ormai ridotto in fin di vita, il 13 marzo 1944 fu condotto al ponte dei Veneziani di Meldola, pugnalato, gettato nel fiume Ronco e colpito al cranio con una pietra.
E' stato insignito della medaglia d'argento al valore militare.

Casadei Adriano Di Ermenegildo.
Nato a Poviglio (RE) il 6 agosto 1922, residente a Forlì, studente, primo di tre fratelli, celibe
Riconosciuto partigiano del battaglione Corbari con ciclo operativo dal 26 gennaio al 18 agosto 1944
Chiamato di leva nel 1942 e arruolato nell'aeronautica, l'8 settembre 1943 con lo sfaldamento dell'esercito abbandonò la caserma di Orvieto dove frequentava il corso da allievo ufficiale. Rientrato a Forlì fondò il Movimento Patriottico Giovine Italia. Prese contatto con la formazione di Corbari e vi inviò materiale e uomini. Nella primavera del 1944 si portò presso la formazione partigiana e vi svolse un ruolo organizzativo molto importante.
Complice la caduta di radio Zella e il tradimento di un ragazzo che precedentemente aveva fatto parte della "banda", alle 5 della mattina del 18 agosto 1944 un "reparto della gnr con l'ausilio di militari tedeschi" riuscivano a circondare Ca Cornio di Tredozio dove lo sorpresero assieme a Iris Versari Silvio Corbari, Arturo Spazzoli.
Insignito della medaglia d'oro al VM.

Casadei Amilcare Fu Romeo.
Nato a Forlì il 18 ottobre 1905, ivi residente, sposato e padre di un figlio.
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dal 17 aprile al 28 ottobre 1944.
Nella scheda dell'anpi è annotato "caduto in seguito allo scoppio di una granata mentre era in servizio di staffetta il 28/10/44 a S. Martino in Strada"

Casadei Ezio Fu Cesare.
Nato a Cesena il 17 settembre 1914, ivi residente, autista, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata conciclo operativo dal 28 febbraio al 17 aprile 1944.
Fu tra gli organizzatori della resistenza cesenate. Catturato il pomeriggio del 9 febbraio 1944 fu rinchiuso nel carcere di Cesena. Nella notte, con un audace colpo di mano, i gappisti lo liberarono. Divenuto impossibile per lui proseguire l'azione partigiana in pianura, raggiunse l'8° brigata. Durante il Grande rastrellamento d'aprile, il 17 aprile 1944, veniva catturato nella valle dell'Oia e con altri 16 partigiani fucilato nel cimitero di Stia.

Casadei Luigi Di Primo.
Nato a San Giovanni Marignano il 4 gennaio 1913, ivi residente, colono, secondo di sei figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dal 15 settembre 1943 al 7 settembre 1944.
Dalla sua scheda presso l'anpi traiamo: "mentre era in procinto di informare il movimento partigiano sugli spostamenti delle forze nazi-fasciste veniva individuato da dette forze che aprirono il fuoco contro di lui colpendolo in varie parti del corpo ed in seguito alle ferite riportate decedeva il 7/9/44".

Casadio Ermete Fu Tullio.
Nato a Ravenna il 18 dicembre 1925, ivi residente,
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 1 febbraio 1944.
Arruolatosi nella brigata il 10 gennaio 1944, divenne delegato politico di squadra della 17° compagnia. Il 12 aprile 1944, giorno d'inizio del Grande rastrellamento d'aprile si trovava con la sua compagnia a San Paolo in Alpe. Il giorno successivo si spostava assieme ad altri partigiani verso la foresta di Pian del Pero. Da quel momento di lui non si è più saputo nulla, dai documenti conservati presso l'anpi, si presume sia stato fucilato a Val di Covile

Casadei Onorio Di Amedeo.
Nato a Predappio il 16 marzo 1923, residente a Forlì, frazione di Brancolino, mezzadro, primo di tre fratelli, celibe
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 10 gennaio al 30 novembre 1944
Arrestato il 1 settembre 1944, fu incarcerato a Forlì e poi deportato in Germania. Risulta morto a Bruex il 16 gennaio 1945.

Castagnoli Tedaldo Fu Angelo.
Nato a Mortano il 1 agosto 1912, ivi residente, colono, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 19 luglio al 19 ottobre 1944.
Da una dichiarazione del commissario politico della brigata Pietro Reali traiamo: "durante il passaggio del fronte mentre serviva da guida a truppe alleate veniva colpito da raffica nemica e decedeva all'istante"

Castellucci Celso Di Domenico.
Nato a Civitella il 28 maggio 1896, residente in frazione Cigno,coniugato e padre di sei figli
Riconosciuto partigiano dell'8° con ciclo operativo dal 1 gennaio al 21 agosto 1944
Durante il Rastrellamento d'agosto, il giorno 20, venne catturato a Cigno di Civitella, fu tradotto e fucilato alla fornace di Meldola Meldola il 21 agosto 1944.

Castellucci Domenico Di Gaspero.
Nato a Santa Sofia il 7 febbraio 1925, colono, terzo di quattro figli, celibe
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 7 gennaio al 16 aprile 1944.
Partecipe della colonna partigiana che il mattino del 16 aprile, durante il Grande rastrellamento d'aprile, si portò sul crinale che conduce alle Fontanelle, divenne oggetto di un nutrito fuoco tedesco. Assieme a Franco Ferri si allontanò dal crinale con direzione Valbianca. Ferito, fu catturato dai tedeschi e il giorno dopo fucilato in località Valdonetto.

Castellucci Giuseppe Fu Giuseppe.
Nato a Galeata il 19 ottobre 1916, ivi residente, colono.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 1 novembre 1943 al 1 novembre 1944
Comandante del 2° distaccamento del 4° battaglione. Nell'ottobre 1944 in servizio di pattuglia avanzata con le truppe alleate, durante il combattimento con i tedeschi in località podere Casaccia (Monte delle Forche) cadeva prigioniero. Il 1 novembre 1944 fu fucilato a Villa Raggi di Predappio.

Castellucci Secondo Di Francesco. 
Nato a Teodorano di Meldola il 22 maggio 1923, ivi residente, bracciante, celibe
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 2 gennaio al 17 luglio 1944
Partigiano di una squadra del 5° distaccamento, fu catturato nel corso del rastrellamento del luglio 1944. Sottoposto a violenti interrogatori perché rivelasse quanto sapeva, dopo una parvenza di processo, in casa del prete di Cigno, venne fucilato assieme a Silvano Rossi.

Cavalli Armando Di Francesco,
nato a Roma il 21 febbraio 1899, residente a Casalfiumanese di Imola, coniugato.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 21 febbraio al 17 aprile 1944.
Nome di battaglia Gigi, partigiano della 5° compagnia, ferito e catturato nel corso del Grande rastrellamento d'aprile fu condotto con un camion a Santa Sofia e qui ucciso da un milite della gnr con un colpo di rivoltella. Il suo corpo non fu ritrovato.

Cavallucci Germano Di Paolo.
Nato a Ravenna il 1925 residente a Civitella di Romagna, colono, secondo di quattro fratelli.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 28 ottobre 1943 al 30 novembre 1944.
Sin dall'ottobre 1943 fu attivo nel servizio logistico per rifornire le formazioni partigiane di uomini e materiali. Il 23 marzo 1944 fu arrestato perché renitente di leva e imprigionato nelle carceri di Forlì. Condannato alla fucilazione, in seguito alla protesta delle donne forlivesi seguita alla fucilazione di cinque giovani renitenti, la pena gli venne commutata in dieci anni di reclusione e fu inviato in Germania dove fu inquadrato nell'esercito della repubblica sociale. Il 28 dicembre 1944 partì dalla Germania e fu inviato sul fronte italiano a Gallicano in provincia di Lucca. Dopo otto giorni di permanenza in quella località: l'8 febbraio 1945 nel tentativo di raggiungere le truppe americane venne ucciso da un soldato tedesco.

Ceccaroni Angelo Fu Luigi.
Nato a Civitella il 5 agosto 1893.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 30 ottobre 1943 al 21 agosto 1944.
Caduto nel corso del rastrellamento d'agosto. Dall'atto di notorietà sulle cause di morte redatto nel comune di Civitella il 27 aprile 1946 traiamo: "in seguito a rastrellamento effettuato da tedeschi in frazione Civorio veniva prelevato dalla sua abitazione e tradotto in Meldola dove il giorno 21 agosto 1944 veniva fucilato dagli stessi"

Ceccaroni Antonio Di Sante.
Nato a Cesena il 14 agosto 1915, ivi residente in frazione Macerone, manovale, coniugato.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata con ciclo operativo dal 30 marzo al 4 luglio 1944.
Catturato a Poppi, nel corso di un rastrellamento, fu impiccato assieme a Lensi Leonello di a. 23, Niccolini Niccolino di a. 21 e Vannucci Elio di a. 22, il 4 luglio 1944 a Castel Focognano in provincia di Arezzo.

Cecchini Antonio Di Eugenio.
Nato a Cesena il 31 maggio 1925, ivi residente in frazione Bulgaria, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata con ciclo operativo dall'11 novembre 1943 al 3 settembre 1944.
Appartenente al 2° distaccamento del battaglione gap di Cesena, fu ucciso il 26 luglio 1944 dai tedeschi.

Cecchini Gino Fu Emilio Pietro.
Nato a Cesenatico il 10 novembre 1911, ivi residente, barbiere, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata con ciclo operativo dal 1 gennaio al 4 settembre 1944.
La sua bottega di barbiere e la sua abitazione erano punto d'incontro e base partigiana. Il 22 luglio fu tra gli organizzatori dell'affondamento di due barconi nel porto canale di Cesenatico. Per la delazione di un ex appartenente all'organizzazione, venne arrestato dai militi della brigata nera di Cesena, unitamente ai giovani Quadrelli e Sacchetti, accusati di detenzione di armi. Dopo violenze e torture, la mattina del 3 settembre fu prelevato dalla cella, legato con un robusto canapo ad altri sette e fucilato nello sferisterio della Rocca Malatestiana.

Cecere Edoardo Fu Francesco.
Firenze, 20 dicembre 1892, residente a Forlì, colonnello, coniugato e padre di un figlio.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 1 marzo al 5 settembre 1944.
In una "dichiarazione" del Comitato di liberazione nazionale di Forlì, del 26 settembre 1945, così viene illustrata la sua attività partigiana: "nel novembre 1943 si occultò in montagna per non presentarsi all'esercito repubblicano dal quale era conosciuto e ricercato. In montagna svolse opera intelligente e fattiva in cooperazione con l'8° Brigata Garibaldi, …Venuto in pianura a disposizione del C.L.N. clandestino per essere altrove impiegato, non potè svolgere altra opera, poiché lo sorprese la morte del figlio avvenuta il 19 maggio in seguito a bombardamento aereo. Rimase nascosto presso amici fidati fino al 9 agosto, giorno in cui fu rintracciato dalle S.S tedesche nella canonica di S. Martino Villafranca ( Forlì ), mentre queste attendevano ad accurate ricerche di ufficiali e sottufficiali dell'arma dei CC.RR… In prigione subì percosse e torture d'ogni genere, …Il 5 settembre '44 fu fucilato nel campo d'aviazione di Forlì"


Celli Aldo Di Agostino.
Nato a Faenza l'8 febbraio 1888, ivi residente, calzolaio, vedovo.
Riconosciuto partigiano del battaglione Corbari con ciclo operativo dall'8 settembre 1943 al 5 aprile 1944.
Antifascista, considerato pericoloso per il regime, dal 1932 al 1943 fu tenuto al confino di polizia. Recuperò la libertà solo nel periodo "badogliano". Dopo l'8 settembre fu tra gli animatori della formazione armata del faentino che si costituì nell'alta Samoggia. Quando la formazione si divise rimase con Corbari e partecipò all'attività del gruppo nella zona di Modigliana, Marradi, Rocca San Casciano. Dal 4 gennaio partecipò all'occupazione di Tredozio conclusasi tragicamente il 20 gennaio 1944 con la cattura sua e di altri 19 partigiani a Ca Morelli. Il 5 aprile 1944, poco dopo le 15, assieme ad altri sei, dei venti condannati, venne prelevato dal carcere e fucilato.

Cenci Silvio Di Giordano.
Nato a Rimini il 2 febbraio 1920, ivi residente, primo di cinque fratelli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 10 novembre 1943 al 10 maggio 1944.
Componente di un gap formato da quattro persone si affiatò in modo particolare con Ivo Lotti col quale attuò azioni di disarmo di tedeschi e militi, taglio di linee telefoniche. Il 10 maggio 1944, in compagnia del Lotti, veniva fermato ad un posto di blocco, da due militi del battaglione "Venezia Giulia". Ne seguì un conflitto a fuoco durante il quale uccideva uno dei militi restando a sua volta ucciso.

Ceroni Nino Di Ermenegildo.
Nato a Modigliana il 7 dicembre 1910, ivi residente, bracciante, coniugato e padre di un figlio.
Riconosciuto partigiano del battaglione Corbari con ciclo operativo dal 7 agosto al 15 novembre 1944.
La scheda personale dell'anpi reca: "deceduto il 15 novembre 1943 mentre portava ordini del comandante e trasportava casse di munizioni"

Cervetti Secondo Di Mario.
Nato a Forlì il 7 dicembre 1907, ivi residente, operaio, primogenito con due sorelle, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29 brigata gap con ciclo operativo dall'8 settembre 1943 al 29 agosto 1944.
Arrestato il 2 agosto 1944 dall'ufficio politico investigativo della gnr, assieme a Ferdinando dell'Amore, Ivo Gamberoni, Giovanni Golfarelli "per aver svolto, negli stabilimenti industriali della città, attività antinazionale e antifascista, di aver diffuso libelli sovversivi e di apparetenenza a una cellula comunista". I fascisti lo sottoposero a violenze perché rivelasse l'organizzazione comunista nelle fabbriche forlivesi poi lo misero a disposizione dei tedeschi. In seguito ad un attentato contro un militare tedesco avvenuto alle 0,30 del 29 agosto in località San Pietro in Trento, venne prelevato assieme agli altri tre operai ed impiccato presso i prati della Minarla.

Cherchi Gavino Fu Salvatore.
Nato a Nughedu il 15 novembre 1923, ivi residente, bracciante, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 11 gennaio al 16 aprile 1944.
Caduto nel corso del Grande rastrellamento d'aprile. Dalla scheda personale dell'anpi si apprende: "disperso dall'aprile 1944 e dopo un vario tempo è stato ritrovata la salma nei pressi del sacro Eremo di Camaldoli"

Chesi Giuseppe Fu Mario.
Nato a Kadolfell (Germania) il 18 marzo 1901, residente a Forlì, arrotino, coniugato e padre di due figlie.
Riconosciuto partigiano della 29 brigata gap con ciclo operativo dall'8 settembre 1943 al 20 settembre 1944.
Antifascista, nel novembre del 1926 fu condannato a tre anni di confino (commutati in ammonizione) per aver sottoscritto a favore di Sacco e Vanzetti. Nell'aprile del 1931 fu inviato, quale delegato, al IV congresso del partito comunista italiano svoltosi a Colonia, dove prese la parola con lo pseudonimo di "Simba". Al rientro in Italia fu arrestato e nuovamente sottoposto ai vincoli dell'ammonizione. Il 9 ottobre 1932 fu nuovamente arrestato e il 4 gennaio 1933 condannato a due anni di confino. Dopo l'8 settembre 1943 partecipò alla formazione dei gap, catturato dai tedeschi il 20 settembre 1944 a Villagrappa di Forlì, da allora non si sono avute più sue notizie.

Chesi Igino
Nato a Pisco (Tn) il 21 luglio 1904, arrotino, residente a Rimini.
Partigiano della 29° brigata gap.
Antifascista, nell'ottobre del 1932 venne arrestato e il 4 gennaio del 1933 condannato a due anni di confino a Longobucco (Cs) commutati in ammonizione il 21 marzo del 1933. Subì più volte le violenze dei fascisti. Fu ucciso il 24 agosto 1944, durante un conflitto a fuoco con i fascisti.

Chiti Mario
Firenze 1 dicembre 1907, operaio meccanico, domiciliato a Firenze, coniugato.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dall'11 gennaio al 23 giugno 1944.
Antifascista, il 1 novembre 1940 il Tribunale Speciale lo condannò a otto anni di prigione per attività comunista negli stabilimenti di Rifredi. Liberato nel periodo "badogliano", dopo l'8 settembre, ricercato dai fascisti fiorentini, si portò a Portico e poi nelle nascenti formazioni partigiane. Nel marzo 1944 fu nominato commissario politico della 2° brigata. Dopo il rastrellamento di aprile, si riportò a Portico con l'intento di reclutare nuovi partigiani per farli operare nella zona. Il 23 giugno, un sergente maggiore della polizia fascista, fintosi partigiano, lo assassinava nel sonno a Vallicelle nel comune di Rocca San Casciano. Il contadino Domenico Pretolani che aveva loro dato ospitalità, fu inviato in campo di concentramento in Germania.

Ciani Vittorio Di Domenico.
Nato a Faenza il 24 marzo 1926, ivi residente, bracciante, figlio unico, celibe.
Riconosciuto partigiano del Battaglione Corbari con ciclo operativo dal 1 gennaio al 26 gennaio 1944.
Rifiutò la leva nella repubblica sociale e si portò alla formazione armata del faentino costituitasi nell'alta Samoggia. Partecipò all'attività del gruppo nella zona di Modigliana, Marradi, Rocca San Casciano e all'occupazione di Tredozio.
La mattina del 20 gennaio 1944, la casa denominata Ca Morelli in comune di Tredozio, dove era alloggiato, con altri 22 partigiani di Corbari, venne accerchiata dai tedeschi e sottoposta ad intenso fuoco d'artiglieria. Assieme a Osvaldo Favelli e a Graziani Domenico, tentò una sortita dalla casa per uscire dall'accerchiamento rimanendo ucciso dalle raffiche di mitra. Gli altri 20 partigiani presenti nella casa, furono costretti ad arrendersi.
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Ciavatti Aristodemo Di Salvatore.
Nato a Rimini il 3 luglio del 1922, ivi residente, primo di sei figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 maggio al 3 settembre 1944.
Arrestato assieme ad altri giovani in seguito al ferimento di un soldato tedesco, il 3 settembre 1944 fu fucilato dai tedeschi a Cerasolo di Rimini.

Cicognani Antonio Di Vincenzo.
Nato a Forlì il 16 giugno 1913, coniugato e padre di due figlie.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 1 novembre 1943 al 27 agosto 1944.
Arrestato il 10 agosto 1944, fucilato a Villa Rossetta in comune di Bagnacavallo, il 27 agosto 1944 unitamente a Ruffillo Balzani e Artemio Levi.

Clementi Alfredo Fu Lazzaro.
Nato a Rimini 1 aprile 1914, ivi residente, coltivatore, coniugato.
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dall'8 settmbre 1943 al 18 settembre 1944.
Il 18 settembre 1944, venne fucilato da una pattuglia tedesca, a Viserba a Monte assieme ad Enrico Petrucci, perché aveva tratto in salvo e nascosto due aviatori inglesi gettatisi col paracadute dall'aereo in fiamme.

Cola Primo Di Agostino.
Nato a Cesena il 15 gennaio 1909, ivi residente, muratore, coniugato e padre di due figli.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 27 aprile al 15 ottobre 1944.
Cadeva per lo scoppio di una granata sul fronte di Cesena il 15 ottobre 1944

Colonaci Francesco Di Achille.
Nato a San Godenzo (Firenze) l'11 maggio 1914, residente a Tredozio, colono, coniugato e padre di un figlio.
Riconosciuto partigiano del battaglione Corbari con ciclo operativo dal 9 gennaio al 27 gennaio 1944.
Ucciso il 27 gennaio 1944 in località Molinette, da un reparto tedesco in azione di rastrellamento, dopo l'azione del 20 gennaio contro Ca Morelli per "ripulire completamente la zona" di Tredozio dalla presenza dei partigiani. Nel conflitto a fuoco era stato gravemente ferito Nello Bandini. Nel podere Tramonto furono arrestati i genitori di Iris Versari.

Comandini Maria Di Giuseppe.
Nata a Sarsina il 18 aprile 1905, casalinga, coniugata e madre di due figli.
Riconosciuta partigiana dell'8° brigata con ciclo operativo al 26 settembre 1944.
Staffetta dell'8° brigata. Dall'atto di notorietà redatto presso il comune di Civitella il 27 aprile 1946 riportiamo: "nel giorno 10 settembre 1944 veniva prelevata dalla sua abitazione da truppe tedesche per portarsela come guida. Ma venivano i tedeschi attaccati dai partigiani" "e in quel giorno stesso in Bucchio la fucilarono".

Conficconi Romeo Di Dionisio.
Nato a Galeata il 15 marzo 1923, residente a Cusercoli.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 15 febbraio al 23 agosto 1944
Catturato durante il rastrellamento d'agosto, il verbale di irreperibilità redatto in data 10 ottobre 1947 a Forlì dichiara "arrestato dai tedeschi il 21 agosto 1944 a Cusercoli e da allora non si è saputo più nulla"

Conficconi Silvano
Nato a Meldola il 18 ottobre 1926, residente a Bussecchio, operaio.
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dal 2 febbraio al 25 agosto 1944.
La scheda personale all'anpi sulle cause della morte reca: "in servizio di staffetta traversava la piazza Saffi il 25/8/1944, nello stesso momento del bombardamento colpito da una scheggia e morto sull'istante".

Convito Fernando Di Lodovico.
Nato a Città della Pieve (PG) il 20 ottobre 1921, secondo di sette fratelli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 23 febbraio al 12 maggio 1944.
In servizio alla legione carabinieri di Forlì abbandonò il reparto e si arruolò nella brigata. Rifugiatosi nei pressi di Santa Sofia dopo lo sfaldamento dell'8° brigata a seguito del Grande rastrellamento d'aprile, fu catturato in seguito ad una delazione e il 12 maggio 1944, fucilato.

Corbari Silvio Di Domenico.
Nato a Faenza il 10 gennaio 1923, ivi residente, sposato e padre di due figli.
Riconosciuto partigiano con ciclo operativo dal 11 novembre 1943 al 18 agosto 1944.
Dopo l'8 settembre 1944 fu tra gli animatori del primo gruppo armato del faentino, che si costituì alle sorgenti del fiume Samoggia sin dal settembre 1943. Gruppo che nell'ottobre 1943 assaltò e disarmò le caserme della vallata del Montone seminando il panico tra i fascisti. Dopo l'occupazione di Tredozio, conclusasi tragicamente con la cattura di gran parte della formazione a Ca Morelli. L'uccisione del colonnello Marabini eseguita con un'abile stratagemma nel maggio 1944, lo rese famoso in tutta la Romagna, e gli vennero attribuite azioni tali da renderlo un moderno "passatore" irridente della tracotanza e della forza di tedeschi e fascisti. Complice la caduta di radio Zella e la delazione di un giovane appartenuto alla formazione, i tedeschi e i fascisti riuscirono a catturalo la mattina del 18 agosto 1944 a Ca Cornio. Gravemente ferito fu portato a Castrocaro e impiccato assieme a Adriano Casadei. Nel pomeriggio fu portato a Forlì e nuovamente impiccato perché la popolazione constatasse che "la primula rossa" della resistenza forlivese era stata catturata.

Corti Enzo Fu Gino.
Nato a Vaglia il 13 agosto 1925, terzo di cinque fratelli.
Riconosciuto partigiano del battaglione Corbari con ciclo operativo dall'11 gennaio al 30 aprile 1944.
Catturato a Ca Morelli di Tredozio, la mattina del 20 gennaio 1944, unitamente ad altri 19 partigiani della formazione Corbari, fu tradotto al Comando delle S.S. di Castrocaro e poi nel carcere di Bologna quindi a Castelfranco Emilia. Condannato a morte, il 5 aprile 1944, venne fucilato a Verona.

Corzani Antonio Di Serafino.
Nato a Bagno di Romagna il 15 febbraio 1917, ivi residente, calzolaio, figlio unico.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dall'11 ottobre 1943 al 16 maggio 1944.
Subito dopo l'8 settembre 1943 lasciò Forlì dove era militare e ritornò a San Piero in Bagno. Fu tra i primi ad aderire alla nascente formazione partigiana. Nel marzo 1944 divenne comandante della 2° brigata. Nei documenti fascisti viene indicato come autorevole comandante partigiano, e doveva essere da loro particolarmente temuto perché, il 12 maggio 1944, quando lo catturarono grazie ad una delazione, lo seviziarono e lo uccisero con un colpo alla testa e 14 pugnalate. Dopo la sua morte il 1° distaccamento del IV battaglione venne a lui intestato.
Decorato di medaglia d'argento al VM.

Cristofani Gino Di Gaspare.
Nato a Galeata il 17 luglio 1904, ivi residente, coniugato e padre di tre figli.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 7 luglio al 19 ottobre 1944.
Componente del cln di Galeata, il 19 ottobre mentre guidava una pattuglia polacca assieme a Tommaso Busch