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Il PRI aderì al CLN romagnolo, tanto più che Manuzzi ne era il Presidente, e parteciparono anche al Comando Unito Militare, il quale nasce ad un certo momento, perché prima le organizzazioni erano comandate dai partiti. C’erano le “Garibaldi” che erano comuniste, le “Matteotti” socialiste, le “Brigate del Popolo” democristiane, le “Badogliane” dei monarchici, le “Mazzini” repubblicane, le “Giustizia e Libertà” degli azionisti come Parri e Rosselli. Le formazioni avevano comandi propri; quando con il CLN si arrivò a comandi uniti, cioè le formazioni restavano come erano composte ma dipendevano da un unico comando, furono formati i comandi unici regionali. Il CUMER era il Comando Unico Militare Emilia Romagna Quindi le formazioni mantenevano la propria autonomia, anche se in taluni casi c’erano delle unificazioni. Ad esempio la 8° Brigata di montagna si unificò con il gruppo PIL che aveva un distaccamento proprio. Da quel momento il Distaccamento del PIL andò a far parte dell’ottava Garibaldi, però mantenne il proprio comando autonomo, cioè era comandata da un rappresentante del PIL. Il comandante era Otello Magnani, un deputato che è morto di recente, e il Commissario Politico era Giusto Tolloy, senatore di Trieste. Nel PCI l’organizzazione militare era in secondo piano rispetto a quella politica, cioè l’organo militare era subordinato a quello politico. In altri partiti ciò causava degli incidenti, ma nel PCI non c’erano discussioni. L’organizzazione politica era quella che decideva. Noi abbiamo degli episodi che lasciarono perplessi e non furono visti nel modo giusto dalla popolazione. Ad un attacco partigiano rispondeva sempre una repressione dei fascisti o dei tedeschi. La prima operazione partigiana fi fatta a Cesena la vigilia di Natale del “43. Un gruppo di gappisti uccise uno squadrista noto nella città, mentre stava prendendo il caffè al bar Centrale, e uccise un ufficiale dei Battaglioni Mussolini, un tenente, mentre usciva dalla Torretta (6). Il giorno dopo i fascisti si scatenarono, la reazione fu violenta, ci furono arresti ed anche un morto: un certo Magnani, un vecchio fondatore del PSI, un vecchio antifascista noto nella città, e fu uno di quelli che furono immediatamente sospettati ed attaccati dai fascisti. Magnani era in terrazzo e fu ucciso mentre tentava di scappare. Questo colpo, fatto alla sera, che il giorno dopo provoca una reazione e fa delle vittime, creò dei disagi nella popolazione. Ma ‘era l’esigenza di portare avanti la lotta attiva, perché nei partiti c’era un grosso discorso portato avanti dal PIL. Il PIL, il Partito Italiano del Lavoro, che ora è scomparso, era un’unione fra il PRI ed il PSI. Dopo il 25 aprile (?), non si formarono i partiti socialista e repubblicano, venne fuori il PIL che predicava una rivoluzione sociale. Questa formazione minore predicava l’attendismo, cioè faceva una propaganda di questo tipo: lasciamoli scannare fra di loro, i tedeschi e i fascisti da una parte e alleati dall’altra, e noi organizziamoci per venire fuori al momento giusto, quando gli alleati avranno vinto la guerra. Questa posizione era combattuta da partiti come il nostro (PCI), il quale diceva che era giunto il momento di combattere i fascisti, perché noi alla fine della guerra non avremmo avuto spazio: l’Italia era un paese battuto e sarebbe stata soggiogata dagli alleati. Il PCI diceva che noi avremmo avuto spazio solo se collaboravamo con gli alleati. Gli alleati riconobbero infatti la collaborazione italiana e man mano che si andava avanti il loro riconoscimento aumentò. Per gli alleati, prima della guerra, tutti gli italiani erano fascisti.
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