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Poi episodi come quello della Maiella (7) fecero capire agli alleati che parte degli italiani era con loro.
Ad un certo momento gli alleati riconobbero il governo del CLN di Salerno. Noi non fummo considerati alleati, ma collaboratori, poi gli alleati riconobbero il diritto al CLN di mettere in causa formazioni regolari.
A Ravenna arrivarono alcune di queste formazioni, le quali continuarono a combattere fino alla liberazione di Linz e di Innsbruck in Austria.
Vi partecipò anche la 28° Brigata Garibaldi di Boldrini.
La storia di attendere veniva poi giustificata dal fatto che combattere voleva dire creare una reazione e delle vittime.
Quindi la propaganda del PIL attecchiva, e aveva proseliti.
Era però combattuta dal PCI, dal PSI, dagli Azionisti e da altri anche perché a volte la rappresaglia non era causata da un’azione partigiana, ma poteva venire ugualmente.
Ad esempio i tedeschi avevano bisogno di carne, andavano dai contadini razziavano il bestiame e a volte bruciavano la casa ed uccidevano gli occupanti della casa.
Poi il discorso dell’attendere , resta solo nelle zone politicamente più deboli, come Sarsina.
Il paese fu liberato dai partigiani, vennero uccisi dei tedeschi e dei fascisti, poi i partigiani furono costretti a ritirarsi.
La repressione fu molto violenta, furono bruciate delle case e alcune persone furono fucilate.
In generale perciò la massa dopo alcuni mesi ha capito che l’attesa per non generare la rappresaglia era sbagliata, sia sul piano politico sia su quello militare.
Nella nostra zona, la popolazione aiutò sempre i partigiani, ad esempio quando furono smobilitati i presidi del 12simo o del 27simo Fanteria , i soldati sbandati furono aiutati dalla popolazione la quale trovò per loro i vestiti borghesi.
Le donne consegnavano camice, pantaloni, giacche e ritiravano divise ed armi.
Ci donava anche 25 o 50lire – ciò che si aveva; e ci diceva “Non passare da quella strada, passa dall’altra”.
Prendiamo il rastrellamento dell’aprile, che fu duro.
Ci fu gente arrestata, case bruciate, ci furono alcuni morti.
Durante quel rastrellamento, io ero in casa di democristiani, il capofamiglia era il sacrestano della chiesa.
I giorni prima del rastrellamento mi aveva dato il letto migliore, mentre loro dormivano per terra.
Durante il rastrellamento, neanche io ci sarei stato in casa, ed ero nascosto in un certo punto del podere, dove loro mi portavano regolarmente da mangiare, mi assistevano, anche se c’era il rastrellamento ed era pericoloso.
Un giorno arrivò un tizio con un pacco di carne.
Io ero là in mezzo e quella persona mi ha portato la carne; ho saputo che era un macellaio ma il suo nome non ve lo saprei dire.
Di questi fatti ve ne sono una quantità, ad esempio chi portava le patate, chi portava uova od altre cose del genere.
La popolazione non smise mai di aiutarci, e questo fatto fece arrabbiare moltissimo i tedeschi ed i fascisti.
La loro reazione fu sempre più dura, e ciò fece arrabbiare la popolazione fino al punto di imbestialirsi contro i fascisti: i contadini stessi uccidevano i tedeschi e i fascisti con i fucili da caccia, con i forcali, con la mannaia, con la caviglia del biroccio.
La popolazione quindi attaccava e si difendeva dai tedeschi, reagiva contro la loro bestialità.
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