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Operai e studenti (Parte quinta) PDF Stampa E-mail
SEZIONE RESISTENZA A CESENA - CARATTERI GENERALI DELLA RESISTENZA NEL CESENATE
Ci sono altre persone che possono aiutare come un certo “Gag ad Bulina” credo che si chiami Fusconi (4), di Ronta; suo fratello è stato ucciso mentre si buttava in acqua e lui era presente, poi la casa dei Fusconi è stata bruciata.
Queste persone fornivano appoggio ai gruppi Gap e quindi possono testimoniare anche sui rapporti fra la Gap e la popolazione.
Volete sapere qualche cosa sulle azioni Gap potete andare da Franciosi detto Scevola: lui era presente all’assalto di agosto.
Lui può testimoniare anche sulla liberazione della città a cui ha partecipato come vice-comandante di battaglione della 29ma e poi come comandante del Distaccamento dell’8° che venne a dar man forte alla 29ma nella liberazione della città.
Ci sarebbe anche l’ex sindaco (1.)che era Presidente del Comitato di Liberazione.
Per fare una premessa al lavoro si potrebbe dire quanti sono stati condannati dal Tribunale Speciale, per quanti anni di galera, si potrebbero anche interpellare gli operai dell’Arrigoni per sapere che cosa ha fatto la classe operaia in quel momento .
Gli operai erano abbastanza forti, nell’Arrigoni lavoravano circa 5.000 persone e dentro operavano dei gruppi di resistenza che hanno operato anche durante il fascismo.
Ricordo Brighi Primo, Gasperoni Filippo; uno condannato dal Tribunale speciale, l’altro condannato al confino, appunto perché operavano nella fabbrica come antifascisti già nel “38-“39.
C’era anche Ricchi Werther (2)che si è suicidato in carcere, era uno dei dirigenti della fabbrica, si potrebbe andare da Collarini.
Furono arrestati anche un gruppo di studenti e un gruppo di operai.
Gli studenti furono liberati mentre gli operai furono condannati a 5-7 anni dal Tribunale Speciale.
Quel gruppo di studenti cominciava allora a studiare “Il Capitale” e altri testi di Marx, Engels e di altri scrittori, libri come “La Madre”, “Il Tallone di ferro” (3), o un’altra serie di libri che circolava allora fra gli antifascisti.
Questo gruppo lanciava volantini e faceva delle falci e martello in giro.
Furono arrestati e fra loro c’erano Montalti e Lanzoni (5).
I partiti antifascisti erano divisi alla venuta del fascismo, ma alla Liberazione i partiti nonerano più divisi.
La divisione fra i partiti, fra comunisti e socialisti, è uno degli elementi di debolezza in quella situazione ed è un elemento che ha permesso al fascismo di passare.
Durante i 20 anni di fascismo i partiti antifascisti ritrovarono un’unità: infatti abbiamo il patto di unità d’azione fra PCI e PSI e Azionisti, firmato da Rosselli, da Saragat, da Nenni e da Amendola.
Abbiamo il ritrovarsi della unità antifascista, dentro le carceri, nei campi di confino, in esilio.
Noi ritroviamo PCI, PSI e Popolari che ricostituiscono l’unità in base alla lotta al fascismo.
C’era ancora però una profonda divisione che si manifestò dopo la Liberazione.
Comunque il punto di unità era: lottare contro il fascismo; nell’ultima fase della guerra il discorso è diventato: liberare il paese dai tedeschi oltre che dai fascisti.
Ma anche in questo periodo c’è una divisione: il comitato di Liberazione Nazionale (CLN) non vede la partecipazione del Pri e degli azionisti, perché questi partiti non volevano entrare nel CLN perché c’erano i monarchici.
La divisione è stata superata in maniera decisiva a Salerno con la famosa riunione del CLN di Salerno, che accantonava il problema istituzionale che doveva essere posto dopo, perché in quel momento era necessario unire tutte le forze che si ritrovavano nella battaglia contro il fascismo.
Il problema istituzionale sembrava non esistere in Romagna.
 
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