|
Il responsabile del PIL era Spada, quello dei grandi magazzini milanesi. Lui era il segretario nazionale del movimento. Poi c’era Ferrini Werther, quello che aveva il bar davanti al giardino; Biguzzi Ferruccio che è un impiegato dell’ENEL, il maestro Tumedei. A quei tempi c’erano i depositi, e il grano era razionato, ma la gestione della distribuzione era in mano al Governo, ai fascisti. L’8 settembre i silos erano pieni di grano, e per impedire che i tedeschi lo portassero via, il grano fu distribuito alla popolazione. Ad esempio nel silos di Dinaro, Ranchio, c’era qualche migliaio di quintali di grano e la prima cosa che si fece fu di distribuire il grano alla popolazione per impedire che fosse portato via dai tedeschi. Poi sorse il problema del grano che doveva essere raccolto, e che una volta trebbiato sarebbe stato portato in Germania. Allora ci fu una resistenza passiva dei contadini che non mietevano, ma i fascisti organizzarono le trebbie e le scortarono. Andavano nei campi, prendevano la gente e la obbligavano ad andare a mietere il grano, che veniva insaccato e dato ai tedeschi. Allora la resistenza passiva dei contadini non bastava più e bisognava intervenire sul piano militare. Furono fatte saltare tute le trebbie, e qui ne saltarono decine. I partigiani facevano scappare la scorta con attacchi e facevano saltare la trebbia. Questa era l’estrema soluzione, perché molto spesso si tentava di salvare la trebbia, perché era una macchina che doveva servire dopo la liberazione, e venivano tolti dei pezzi non sostituibili, e la trebbia era bloccata. Era la stessa cosa che si faceva con le fabbriche. Gli operai facevano sparire dei pezzi determinanti e impedivano ai tedeschi di smontare la fabbrica e portarla in Germania. E se i tedeschi tentavano di farla saltare, allora gli operai difendevano il patrimonio nazionale, sia industriale, sia agricolo. La trebbia saltava quando non si poteva fare diversamente, oppure era bloccata. Si difendevano le macchine come si difendeva il bestiame per impedire ai tedeschi di razionarlo.
Tratto da: “ALCUNI ANNI DELLA NOSTRA STORIA” – 9 marzo 1973 Testimonianze sulla Resistenza raccolte dagli studenti della classe II E dell’Istituto Tecnico Industriale di Cesena. La testimonianza di Leopoldo Lucchi è stata riportata fedelmente da un’intervista a voce. A cura degli studenti della classe IIE dell’Istituto Tecnico Industriale di Cesena. “Luciano Bagnoli, Massimo Bagnoli, Paride Barduzzi, Giorgio Baroni, Alberto Burioli, Paolo Camporesi, Pietro Cappello, Fausto Casadei, Paolo Corzani, Daniele Gualdi, Giovanni La Tegola, Livio Margheritini, Paolo Maroni, Roberto Matassoni, Gilberto Mazotti, Sauro Mazzotti, Maurizio Miserocchi, Marco Morellini, Maurizio Navacchia, Silvio Noziglia, Giampaolo Nucci, Oliviero Orlandi, Flavio Para, Gianni Roncuzzi, Luciano Rossi, Davide Soldati, Raffaele Sorrentino, Roberto Ugolini, Luciano Valeriani e l’insegnante di storia: Pier Giovanni Fabbri. Cesena 9 marzo 1973
Note: 1) Antonio Manuzzi: (Tonino), repubblicano, fece parte del C.L.N., fu Sindaco di Cesena, antifascista intransigente fin dagli albori del fascismo squadrista, iscritto e militante del PRI sin dalla giovane età, fu Presidente del CLN locale dopo l'uccisione di Ernesto Barbieri. Fu sindaco di Cesena per tre legislature. 2) Ricchi Werther: Prima della caduta del fascismo aveva svolto, come militante comunista, un’intensa attività politica nello stabilimento Arrigoni, dove lavorava. Dopo l’8 settembre 1943 Ricchi assunse la responsabilità di una cellula nel settore detto dell’Ippodromo, facendola diventare una delle più efficienti organizzazioni clandestine comuniste di Cesena. Il 23 marzo del 1944 l'operaio cadde nelle mani della polizia fascista. Morì per le torture, nel carcere dove i fascisti l’avevano rinchiuso. 3) La Madre”,di Maxim Gorki “Il Tallone di ferro”di Jack London 4) Fusconi: Giuseppe Fusconi, vedi TESTIMONIANZA 5) Montalti e Lanzoni.Montalti è Tino Montalti, studente, membro dell’organizzazione cesenate “Giovane internazionale”, arrestato l’8 novembre del 1941, scarcerato il 31 dicembre, fu espulso da tutte le scuole del regno. Lanzoni : Roberto Lanzoni. studente, membro dell’organizzazione cesenate “Giovane internazionale”, arrestato l’8 novembre del 1941, scarcerato il 31 dicembre ED ESPULSO DA TUTTE LE SCUOLE, PRESE PARTE ALLA Resistenza come patriota nella 29ma brigata Gap “Gastone Sozzi”. Il gruppo “Giovane internazionale” fu operante a Cesena dal luglio al novembre 1941. Furono arrestati come componenti: Rino Belli, Tino Montalti, Lanzoni Roberto, Giuseppe Cecchini, Ubaldo Marzolini, Giuseppe Pavirani, Carlo Collarini, Alfredo Raffuzzi, Sergio Sacchetti, Ivo Solfrini, Domenico Turci, Roberto Venturi, Agostino Vendemini, Duilio Vulcani. 6) Torretta: l’albergo sorgeva tra Piazza del Popolo e piazza Cavour 7) Maiella: Il 5 dicembre 1943 si costituisce sul Sangro, dopo la liberazione di Casoli, la Banda Patrioti della Maiella. Ettore Troilo: “Con l'occasione feci presente al Comando inglese che era mio desiderio costituire alcuni plotoni di volontari del luogo (pratici della zona) per coadiuvare efficacemente gli Alleati nelle operazioni militari” “Nei primi giorni del mese di Gennaio 1944, grazie al vivo e fattivo interessamento del Maggiore inglese Wigram, che avevo conosciuto verso la fine di Dicembre e al quale mi ero caldamente raccomandato perché trionfasse la fiera aspirazione dei miei conterranei, soggetti con le loro famiglie e con i loro beni alle inaudite violenze dei tedeschi, ebbi la soddisfazione di poter finalmente organizzare e costituire IL CORPO DEI VOLONTARI DELLA MAIELLA. 300 figli d'Abruzzo iniziano così, a fianco del 5° Corpo Inglese i primi combattimenti liberando dall'oppressione tedesca importanti località delle Valli dell'Aventino e del Sangro.
|