bandiera rossa

CHI NON HA MEMORIA NON HA FUTURO

COMUNISTI A CESENA

Tutto il male avevamo di fronte, tutto il bene avevamo nel cuore.
stella
 
 
 
rss
Ricevi gli articoli inseriti direttamente sul desktop
Battaglia a Pieve di Rivoschio (Parte quarta) PDF Stampa E-mail
SEZIONE RESISTENZA A CESENA - CESENA PARTIGIANA
BATTAGLIA A PIEVE

Dirimpetto a Pieve vi è un paesetto e su di uno sprone una grande casa, dov’è il comando della 8va Brigata Garibaldi “Romagna”.
Il bosco circonda il posto e sotto scorre il torrente, che divide Rivoschio vecchio dalla Pieve.
Vi convergono quasi giornalmente i corrieri e qualche ufficiale dei distaccamenti.
Ora vi è raccolto il distaccamento cesenate che è pronto a partire alla volta di Cesena e partecipare alla liberazione della città.
Corrono alcuni partigiani e danno l’allarme: sta avvicinandosi un plotone di tedeschi, che salgono guidati dal rio.
I partigiani accorrono armati.
Il comandante si avanza: nulla è cambiato nel suo contegno.
Alcuni scendono il pendio.
Pietro si porta all’estremo dello sprone quasi allo scoperto.
I tedeschi sono chiusi in trappola.
Si grida a loro di arrendersi; ma essi sparano all’impazzata e tentano di sfuggire salendo il pendio che porta alla Pieve.
Devono attraversare un tratto scoperto.
Sono una trentina e si scorgono i loro corpi distesi in un campo lavorato, malgrado la foschia che si estende dal basso nella sera.
Cercano di guadagnare la strada che è sull’erta.
Alcuni gridano: “mutti, Mutti”, dicono mamma nella loro lingua, come tuti gli animali spaventati.
E sparano sempre verso il comando, dove si incendia un pagliaio che illumina la scena.
I corpi dei tedeschi che si muovono strisciando verso l’alto sono sempre meno numerosi, perché il tiro dei partigiani è bene aggiustato.
Sulla cresta è finalmente accorsa una squadra del distaccamento di Barba (Piolanti).
Il suo fucile mitragliatore comincia a battere inesorabile il pendio.
I tedeschi sono perduti.
Ormai scende la notte.
Qualche grida di terrore qua e là nel fosso.
I teutoni sopravvissuti in cerca di nascondiglio o di via di scampo precipitano in qualche burrone.
Le vie sono chiuse: i pochi superstiti saranno fucilati l’indomani.
Nella notte il grande falò del pagliaio arde come una face che annuncia a tuta la gran cerchia dei monti la vittoria partigiana, prodromo del trionfo della libertà in Italia.
I partigiani si raccolgono a cena in qualche casa.
I contadini e le ragazze sono contenti e ridono del successo conseguito, come i partigiani.
Alle 23 il distaccamento di Cesena si avvia a traversare i monti e il fiume.
Nuovi pericoli, nuovi ardimenti.
Si debbono percorrere strade e zone occupate da un nemico numeroso.
Si deve giungere nelle vicinanze di una città importante.
Ma il timore non sfiora l’animo di nessuno di quei cinquanta ardimentosi, ardenti di una fiamma di fede.
Tutta la notte in cammino.
Traversie, conflitti, poi la meta raggiunta.
 
< Prec.   Pros. >
SEO by Artio
 
 
 

SITI AMICI SITI AMICI
arcoiris
arcoiris arcoiris
© 2009 CESENA, comunisti cesena, comunisti