bandiera rossa

CHI NON HA MEMORIA NON HA FUTURO

COMUNISTI A CESENA

Tutto il male avevamo di fronte, tutto il bene avevamo nel cuore.
stella
 
 
 
rss
Ricevi gli articoli inseriti direttamente sul desktop
La liberazione di Cesena (Parte quinta) PDF Stampa E-mail
SEZIONE RESISTENZA A CESENA - CESENA PARTIGIANA
LA LIBERAZIONE DI CESENA

Il grosso delle forze partigiane è avviato su Forlì.
Solo il distaccamento cesenate ha ricevuto l'ordine di contribuire alla liberazione della città materna. E' passato in una zona di bassa collina, invasa dai tedeschi in ritirata.
La zona non è stata mai battuta dai partigiani. Tuttavia si trova una base di sosta. I tedeschi la vengono a conoscere. I partigiani si spostano più a sud. Sono sotto il fronte, sono isolati dai furiosi bombardamenti di Monte Codruzzo e tra lo scoppio delle granate passano il fronte e si mettono al 'servizio del comando inglese.
Rimane ai gappisti il compito di liberare la città. Sono qualche centinaio di uomini, male armati, male organizzati.
Il cannoneggiamento della città e dei villaggi circostanti impedisce il collegamento; una staffetta del comando del distaccamento della 29' Brigata GaribaIdina "Gastone Sozzi" è caduta fulminata mentre compiva la sua missione di collegamento.
Ad ogni modo il Comando unito che si è costituito nella collina riesce a diramare l'ordine: concentrarsi attorno alla città e occuparla non appena è saltato il Ponte Vecchio.
Il Ponte Vecchio è il ponte superstite sul fiume Savio. Quando esso sarà saltato solo alcune decine di tedeschi saranno nella città. I gappisti non ne possono affrontare molti.
Il gappista di Cesena non è stato un vile. Ha battuto forte e costantemente. I tedeschi non si sentivano sicuri in Cesena e i fascisti hanno pagato caro le rappresaglie contro la popolazione e gli antifascisti.
La città è stata multata di 500.000 lire dalla Kommandantur per i continui atti di sabotaggio alla linea ferroviaria e ai telefoni.
La città di Cesena è benemerita per il suo contributo alla lotta di liberazione.
Il cannoggiamento degli inglesi non lascia tregua.
Ma questi canadesi non occupano una posizione se non è liberata fin dall"ultimo tedesco.
In quanti villaggi è dovuto andare il compagno Tizio o il gappista Caio a chiamare gli inglesi perchè in paese non c'era più un nemico!
Finalmente i tedeschi si decidono a sloggiare.
Il ponte minato è fatto saltare.
Un potente boato annuncia a tutti i comunisti di Cesena e dei dintorni che il momento dell'azione è giunto.
Escono dalle cantine, dai rifugi sotterranei dei campi, dove hanno sfidato l'abilità dei fascisti in cerca di loro.
Occupano la casa del fascio, il palazzo del Comune, la posta, le banche. qualche decina di tedeschi che ancora si attardavano in città son fatti prigionieri. Qualcuno resiste e viene ucciso.
Si rastrellano i pochi fascisti e poliziotti che tremanti si sono rifugiati nelle loro case. Per qualche ora la città è in mano dei patrioti ornati al braccio di una fascia tricolore stellata.
Con grande rumore di ferrame giungono i primi carri armati canadesi da Porta Santi (Romana).
I gappisti li salutano sorridendo e agitando il braccio destro col pugno chiuso. I canadesi ridono e oltrepassano la città.
Un fervore di vita nuova anima la città a poco a poco. Ma è gente dal bracciale tricolore che si arrischia a camminare per le strade battute ora dall'artiglieria tedesca.
Sul volto di essi vi è la gioia, eppure nei loro discorsi è presente ognora il ricordo dei due più bravi compagni, dei due capi comunisti di Cesena, che non possono condividere quella gioia: Ernesto Barbieri fucilato due mesi prima e Oddino Montanari che una granata inglese ha colpito alcuni giorni avanti mentre si recava a una riunione del Comando insurrezionale.

Sigfrido Sozzi
Tratto da: “CESENA LIBERA”
Comune di Cesena-Comitato Unitario Antifascista - 1975

SIGFRIDO SOZZI

Sigfrido Sozzi fratello di Gastone. Antifascista e comunista, militò giovanissimo prima nella Federazione Giovanile Comunista, poi nel Partito Comunista d'Italia. Durante il fascismo fu arrestato più volte, incarcerato, inviato al confino. Partecipò alla Resistenza prima a Cesena quale dirigente del partito comunista, poi a Ravenna come segretario di quella federazione; dal luglio al settembre 1944 fu responsabile dell’ufficio organizazione del CUMER. Rappresentante nel CLN locale, fu il primo sindaco dopo la liberazione di Cesena: 20 ottobre 1944 – giugno 1948. Abbandonò il PCI per iscriversi al PSI nel 1958 non condividendo il giudizio sui paesi socialisti. Scrisse diversi libri e saggi su Cesena.
 
< Prec.   Pros. >
SEO by Artio
 
 
 

SITI AMICI SITI AMICI
arcoiris
arcoiris arcoiris
© 2009 CESENA, comunisti cesena, comunisti