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Giovedě 16 Ottobre PDF Stampa E-mail
FATTI - FIAT 1980
Giovedì 16 Ottobre, trentasettesimo e ultimo giorno

Si tengono le assemblee per l'ipotesi di accordo.
Segue a queste note di cronaca la ricostruzione complessiva del voto.
Lama alle Carrozzerie, Benvenuto alle Presse e Carniti alle Meccaniche.
Tutti e tre a Mirafiori. Tensione ovunque altissima.
La maggioranza degli interventi è contro l’accordo.
Sporadici quelli del tipo: "L'accordo non ci piace ma dobbiamo gestirlo".
Molto fischiati. Una parte degli operai se ne va prima della votazione.
Arrivano invece, in forze, proprio quando si vota, capi, intermedi e impiegati crumiri.
La scena è dappertutto quasi la stessa: gli operai che assistevano all'assemblea sono attorno all'oratore, quando si alzano le mani per il si non le vedono, perché sono lontane, tutto intorno e perché ci sono gli ombrelli che nascondono la visuale.
In realtà, quando vedono tutte le mani di chi sta vicino al palco alzarsi per il no sono convinti di aver vinto.
Per questo la rabbia, lo sgomento, la convinzione di essere stati imbrogliati al momento della proclamazione del risultato per il Sì.
Per questo la reazione rabbiosa di alcuni, particolarmente accesa alle Meccaniche, dove volano sassi verso l'auto in cui si è rapidamente ritirato Camiti.
Al secondo turno, tensione ancora più alta perché gli operai sanno come è andata al primo.
Sanno anche che sono stati i capi e i crumiri a rovesciare il risultato.
Cosi in molti casi si organizzano (per esempio, a Lingotto) per non farli partecipare al voto.
Si propone, altrove, di alzare il tesserino, per fare la conta separata dei tesserini gialli (operai) e di quelli di diverso colore.
Con queste precauzioni, in ogni modo, si ha la possibilità di verificare che la maggioranza netta degli operai è contro l'accordo.
(Il giorno dopo verrà replicate anche il voto della Meccanica Mirafiori del primo turno e, poiché questa volta voteranno solo gli operai, l'ipotesi di accordo sarà respinta).
Dopo la conclusione delle assemblee si formano alcuni cortei (da Lingotto e da Mirafiori) che confluiscono alla porta 5.
Una proposta di fare subito un'assemblea per decidere come organizzarsi viene fatta saltare da un settore estremista che sull'esasperazione del momento, riesce ad organizzare un corteo che vuole andare alla RAI.
Qualcuno, poco dopo, sfascia anche una macchina della RAI, una telecamera e ferisce l'operatore.
Arrivano in forze, approfittando della stupida provocazione, polizia e carabinieri e la carica è evitata per un pelo.
I delegati delle varie situazioni, gli operatori della V Lega. giunti proprio allora, e un certo numero di operai riprendono il controllo della situazione, fanno dei cordoni e concordano un percorso di corteo con la polizia: si arriva così a Lingotto, spiegando per strada ai cittadini che l'accordo è stato respinto dalle assemblee al secondo turno.

Sera. Un comunicato CGIL-CISL-UIL annuncia che l'accordo si ritiene approvato.

Sempre in serata, riunione in via Porpora dell'apparato torinese della FLM.
L'apparato decide di far proprio il comunicato dei confederali.
Viene indicata l'esigenza di fare assemblee e di recuperare il rapporto con i Consigli di fabbrica.
Nella notte si tolgono i presidi.
Solo alla porta 3 di Mirafiori a a Chivasso restano, fino all'alba, i picchetti.
 
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