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A Mirafiori anche le Meccaniche e le Presse adottano le 8 ore di sciopero, con presidio. Assemblee di chiarificazione sulla situazione si tengono alle Carrozzerie. Parla Gialli. Al fungo delle Meccaniche il relatore è Balli. A Rivalla si entra, si bloccano tutte le linee e poi tutti ai cancelli. Un lavoratore che minaccia di lanciarsi da un'autogru se non gli sarà revocata la Cassa integrazione viene convinto dagli altri, dopo ore, a desistere. Assemblea con De Alessandri. Al Centro ricerche di Orbassano inizio del blocco con presidio. In tutte le situazioni si tengono assemblee, la determinazione operaia di non cedere è fortissima. I presidi sono ovunque molto folti. Corteo all'IVECO al centro tecnico DEL. In seguito a questo corteo, peraltro pacifico, la FIAT invierà due lettere di licenziamento. Assemblea a Mirafiori: Angelo Caforio denuncia il carattere di rappresaglia della lista di Cassa integrazione e lo dimostra - rispondendo più tardi a domande dei giornalisti - con il caso della Verniciatura dove, su 5 delegati della Finizione 127, uno è stato licenziato e quattro sono in Cassa integrazione; e con l'esempio della cellula LCR Mirafiori, messa in Cassa integrazione al 70 per cento. Annibaldi minaccia, perché gli operai attuano i presidi: la FIAT si rivolgerà alla magistratura! Presso Bari il pretore di Modugno annulla però il ricorso della FIAT contro i 49 delegati, che erano accusati per il blocco delle merci. Gli enti locali incontrano la FIAT chiedendo il ritiro del provvedimento unilaterale. Il presidente della regione, Enrietti, definisce il ruolo degli amministratori come quello di "mediatori istituzionali". L'Avanti! se la prende con il PCI "perché è stato trionfalista".
Giovedì' 2 Ottobre, ventitreesimo giorno
Arriva alla porta 5 di Mirafiori il pullman dell'ATM, affittato a prezzo politico per farne il centro di coordinamento. Un grande Marx viene dipinto e affisso davanti alla palazzina. Assemblea con Bentivogli e Serafino. A Lingotto viene organizzata, nel piazzale interno delle Carrozzerie, la mensa popolare a prezzo politico. All'IVECO l'assemblea decide 7 ore di sciopero, 1 di lavoro e presidio, che durerà fino all'ultimo giorno. Continuano, dappertutto, i presidi. Mattina parla a Rivalta e Galli a Chivasso. Galli, Mattina e Bentivogli chiedono i criteri con cui sono state compilate le liste. Affermano che le forme di lotta devono consentire di resistere il più a lungo possibile. Assemblee e presidi anche alla Teksid. Dalla Materferro, corteo per borgo San Paolo. Arrivano notizie di blocchi e cortei da Termini lmerese, Sulmona, Firenze, Vado Ligure. Esce sui quotidiani la pubblicità antisciopero della FIAT. I tipografi del Corriere della Sera impongono che ugual spazio, in una pagina a fronte, sia dato a una contropubblicità sindacale. La FIAT fa un esposto alla procura perché valuti i contenuti delle disposizioni sindacali in materia di presidi. L'Unione industriali denuncia, in una lettera agli associati, il comportamento illecito dei sindacati. Per la prima volta, un gruppo di capi - tra cui il direttore - tenta lo sfondamento di un picchetto, alla Teksid di Carmagnola. Sono messi in fuga. Alle Frattocchie, seminario del PCI sull'organizzazione sui luoghi di lavoro. Assenti giustificati i lavoratori FIAT. La relazione afferma che il PCI ha 1.140 sezioni operaie e 3.300 cellule in fabbrica.
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