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Venerdì 5 Settembre
Cesare Annibaldi annuncia che l'esigenza, per la FIAT, sarebbe quella di licenziare 24.000 dipendenti (di cui 2.000 impiegati). Comunque è possibile evitarlo ponendo in Cassa integrazione a zero ore, per 18 mesi dal 1° Ottobre, questi lavoratori. La FLM dirama una nota in cui ribadisce di essere contraria "in queste condizioni" alla mobilità esterna, perché essa significherebbe solo una mascheratura dei licenziamenti. E' invece favorevole – conferma – a mobilità interna, blocco del turn over, prepensionamenti, corsi di formazione per un riequilibrio anche qualitativo degli organici. Viene giudicata inopportuna la dichiarazione pubblica di Cesare Del Piano (segretario confederale CISL) che si è dichiarato favorevole alla riduzione dell'orario di lavoro. Benvenuto, segretario generale della UIL, si dichiara favorevole anche alla mobilità interaziendale "purché da posto a posto". A Cassino, per la questione dei ritmi, sciopero alla Verniciatura. La FIAT mette "in libertà" 3.200 operai. Comune, provincia e regione incontrano la delegazione FIAT e dichiarano la propria soddisfazione nel sentire che l'azienda vuole mantenere/recuperare mi ruolo di primo piano tra i produttori mondiali. Lamentano che non vengano fornite indicazioni sulla strategia e sui programmi del gruppo.
Sabato 6 Febbraio
Pio Galli dichiara che la FLM non è pregiudizialmente contro la mobilità esterna. Ma – aggiunge – la crisi dell'auto finirà nell'82; in quel momento la FIAT dovrà ripartire a pieno ritmo, non ridimensionata. Alla segreteria CGIL-CISL-UIL emergono posizioni divergenti in merito al documento da presentare alla prossima consultazione di quadri sindacali (la nuova EUR). I dissensi sarebbero sullo 0,50 per cento, sull'orario di lavoro e sulla FIAT. Benvenuto dichiara che il sindacato deve fare un salto da una cultura di opposizione a una cultura di governo.
Lunedì 8 Settembre
Riapre la Framtek di Settimo. Scatta la Cassa integrazione fino al 30 Settembre, due giorni a settimana, per 74.000 lavoratori FIAT. All'Unione industriali di Torino cominciano gli incontri tra le delegazioni FIAT e FLM. La FIAT lamenta grossi stock e la FLM ritiene non attendibili i dati forniti. La FIAT afferma di dover porre in Cassa integrazione per 15 mesi, a zero ore, 24.000 lavoratori, metà dei quali non potranno rientrare in fabbrica. Claudio Sabattini, segretario nazionale FLM, rilancia la proposta già resa nota dal sindacato, aggiungendo che la Cassa integrazione dovrà essere a rotazione. A Napoli la polizia carica un corteo di 2.000 disoccupati. Al ministero del Bilancio, a Roma, incontro dei sindacati con il ministro La Malfa per analizzare i termini della crisi economica. Non emerge una linea di accordo su come affrontarla. Il presidente della Confindustria, Merloni, si incontra con Agnelli, Orlando, Mandelli, Mattei e altri mèmbri del direttivo dell'organizzazione padronale. Affermano che è necessario adottare misure impopolari per allontanare conseguenze negative più ampie. Dicono: licenziare oggi, per avere più posti di lavoro domani.
Martedì 9 Settembre
Al direttivo dell'Unione industriali del Piemonte, Pininfarina afferma che la scelta per la FIAT può essere solo la mobilità "senza distinzioni di comodo tra interna e esterna". Al consiglio comunale di Torino la DC propone la creazione di una commissione regionale per la mobilità esterna e un gruppo di lavoro a livello comunale per il reperimento di posti di lavoro. La Malfa incontra i dirigenti della Confindustria, che chiedono al governo di intervenire con un progetto di riforma della scala mobile.
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