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21 febbraio 1965 PDF Stampa E-mail
UOMINI E DONNE - MALCOM X

Il 21 febbraio 1965 Malcom viene invitato a tenere una conferenza ad Harlem, ma non ha neppure il tempo di iniziare a parlare.
Davanti ad un’inorridita Betty, che è in attesa del quinto figlio, e delle quattro bambine terrorizzate, l'ultima delle quali ha solo un anno, due uomini iniziano a sparare verso il palco con fucili e pistole senza che gli uomini della scorta possano intervenire.
Mentre Malcom, colpito da 16 proiettili, si accascia al suolo, i due sparatori, Thomas Hagan e Reuben Hayden, si fanno largo tra la folla con le armi in pugno.
La vista dei rivoli di sangue che colano dal palco dove il si trova ancora il corpo del leader nero trasformano Betty in una statua di sale, ma non si abbandona a scene scomposte per non impaurire ancora di più le figlie.
Il suo dolore esplode soltanto nella saletta d
I funerali di Malcom X si celebrano il 27 febbario 1965 ad Harlem e, con parole piene di tenerezza, l’attore Ossie Davis saluta l’amico davanti a più di mille persone.
Venti giorni dopo l’inizio del processo ai presunti assassini del marito, Betty Shabbaz dà alle luce Malika e Maalak, le ultime due bambine, destinate a non conoscere mai il padre. 
La vedova di Malcom X non ha mai ceduto alla tentazione di diventare un personaggio pubblico ma, nel 1995, accusa Louis Farrakhan, esponente di rilievo del NOI di essere il mandante della morte del marito.
Due anni dopo, una delle sue figlie, Quilah, viene accusata di tentato omicidio nei confronti di Farrakan e le viene tolta la patria podestà del figlio di 12 anni, che si chiama Malcom, come il nonno.
Il ragazzo ha assorbito il disagio esistenziale della madre e, senza un motivo, appicca il fuoco alla casa dove vive e Betty, che ha riportato ustioni di terzo grado su tutto il corpo, muore dopo quattro giorni di intensa sofferenza.

L’EREDITA’ DI MALCOM RACCOLTA DAI BLACK PANTHERS

Malcom X non ebbe solo il merito di aver richiamato l’attenzione dei media sulle condizioni dei neri, ma anche quello di aver separato il cuore dalla ragione nella lotta politica.
Per le black communities fu una lezione essenziale, dopo la delusione delle marce per i diritti civili.
Malcom X aveva conosciuto gli aspetti più feroci della vita e incitava la sua gente a non pregiudicare la loro lotta con atteggiamenti disfattisti. 
Tra coloro che ascoltarono il suo messaggio e ne raccolsero l'eredità ci furono Huey P. Newton, Bobby Seals ed Eldrige Cleaver, che fondarono il Black Panthers Party, mescolando al pensiero del leader nero le teorie marxiste.
Più tardi, si unì a loro anche Bobby Hutton, che morirà quasi subito in un agguato teso dalla polizia. 
Il Black Panthers Party fu certamente una delle organizzazioni più importanti della storia afro americana.
Per quattro o cinque anni, il movimento infiammò le tutte le città d’America, poi cominciò la persecuzione, che si iscrisse in un complesso di azioni repressive.
L’FBI istituì un vasto reclutamento di infiltrati, organizzato e diretto direttamente da Edgar Hoover, capo dell'agenzia federale, uomo dalla mente complessa, legato al Klan.
Il movimento era passato da microformazione a organizzazione internazionale e Hoover lo considerava una minaccia da estirpare. 
Per annullarlo, non perse occasione di sfruttare i conflitti fra i militanti, per la verità già presenti da tempo.
Nel 1968, gli uffici preposti al controllo del dissenso nero dell’FBI aumentarono di 19 unità.
Il loro compito era quello di disgregare e screditare i membri dell’organizzazione e lo assolsero in pieno. 
Ma se, all'atto pratico, i Panthers vennero sconfitti, è anche vero che, dopo la fine, entrarono come mito nell'immaginario collettivo. 
A sconfiggere definitivamente la voglia di riscatto degli afro americani ci pensò la guerra alla droga di Reagan, che raggiunse una vera e propria isteria.
Si trattava però di un paravento mistificatorio, perché il vero scopo era quello di agevolare il flusso di quintali di droga allo scopo di incarcerare liberamente le minoranze.
Una volta tradotti in carcere, neri e ispanici vengono avviati alla produzione miliardaria del Prison Industry, altra gallina dalle uova d’oro del sistema.
La stampa di regime ha una grande parte di colpa perché ha convalidato per anni il cliché del nero assatanato di crimine e colto solo l’aspetto nichilista dei movimenti afroamericani. 
Eppure, nonostante tutto, il pensiero di Malcom X è ancora vivo e rappresenta un passaggio vitale nella storia americana, nel quale si rispecchiano i problemi relativi alle radici del razzismo e le vie verso il riscatto.

da Bianca Cerri Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 

 
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